Abusivismo, De Luca: “Da noi una proposta rivoluzionaria”

La proposta della Regione Campania per una legge piu' dura sull'abusivismo edilizio nasce perche' "dopo le polemiche per il terremoto di Ischia, nessuno ha fatto niente"

LaPresse/Alessandro Pone

La proposta della Regione Campania per una legge piu’ dura sull’abusivismo edilizio nasce perche’ “dopo l’impugnativa da parte del Governo della legge regionale sull’abusivismo, e dopo le polemiche per il terremoto di Ischia, nessuno ha fatto niente. Siamo alla stessa situazione degli ultimi trent’anni”. Lo ha detto Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, presentando la proposta di legge della giunta contro l’abusivismo edilizio.

Il nostro carattere rivoluzionario – ha detto De Luca – di fronte alla logica del fare finta, e’ che noi cerchiamo di fare sul serio entrando nel merito e lanciando una sfida verita’ e di concretezza. Noi non abbiamo mai parlato di sanatorie o di abusivismo di necessita’. Di questo parlano i Cinque Stelle, noi parliamo di condizioni sociali di necessita’ e non prevediamo sanabilita’ per case costruite in aree sottoposte a vincolo assoluto ambientale, storico-archeologico, in aree demaniali, in zone ad alto rischio idrogeologico e da chi e’ gia’ proprietario di un alloggio”.

De Luca a sostegno della necessita’ di una nuova legge sull’abusivismo ha ricordato che “in Italia ci sono un milione e duecentomila alloggi abusivi, cinque milioni di pratiche di condono pendenti, di cui tre milioni del 1985 e intanto sono state costruite 113.000 case abusive dal 2012 al 2017. Evidentemente quelle a disposizione oggi dello Stato sono armi spuntate visti questi numeri”.

Il governatore ha stimolato le forze politiche in Parlamento: “Sono cinque articoli – ha detto – si possono approvare in un mese. Fosse per me ci metterei 48 ore, con una riunione di capigruppo e mettendo la fiducia. Va fatto se si vuole davvero estirpare l’abusivismo, adottando misure anche non popolarissime ma efficacissime. Altrimenti si continuera’ a fare chiacchiere”.