Ambiente, Galletti: “Serve una rivoluzione culturale, sostenibilità anche nel nome dei Ministeri”

Per contrastare il riscaldamento del pianeta e ridurre le emissioni di CO2 c'e' bisogno di una "vera e propria rivoluzione culturale"

LaPresse/Massimo Paolone

Per contrastare il riscaldamento del pianeta e ridurre le emissioni di CO2 c’e’ bisogno di una “vera e propria rivoluzione culturale. Ad esempio, bisogna che il Ministero dell’Economia diventi il Ministero dell’Economia Sostenibile, il Ministero dei Trasporti deve diventare Ministero dei Trasporti Sostenibili, il Ministero dell’Agricoltura deve essere il Ministero dell’Agricoltura Sostenibile”. Lo ha detto Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, intervistato da Riccardo Iacona per la speciale puntata di PresaDiretta dal titolo “Il capitale naturale”, che andra’ in onda domani sera su Rai3.

Secondo Galletti “lo sviluppo o sara’ sostenibile o non sara’ sviluppo, sara’ decrescita e neanche tanto felice”. Interrogato poi sulle critiche rivolte al Governo da Legambiente che ha denunciato che ogni anno l’Italia finanzia per 14,7 miliardi di euro attivita’ energetiche ed economiche sporche, che cioe’ utilizzano combustibili fossili e producono tonnellate di emissioni di CO2, il Ministro ha risposto cosi’: “Questo l’abbiamo scritto noi, cioe’ nel senso che per la prima volta proprio quest’anno abbiamo fatto l’elenco di tutti i contributi dannosi all’ambiente. E’ ora, e su questo Legambiente ha ragione, di riorientare quei contributi. E su questo mi battero’ molto”.

“Noi dobbiamo fare delle cose realistiche, – ha detto ancora Galetti – realistiche anche con lo sviluppo del Paese perche’ mettere in contrasto l’ambiente con lo sviluppo e’ il piu’ grande errore che si possa fare. Se la tecnologia ci aiuta, io non escludo che al 2050 noi potremo essere al 50-60 per cento di energia prodotta con le rinnovabili.” I cambiamenti climatici, ha concluso il ministro Galletti, “non riguardano piu’ gli altri Paesi e le future generazioni. Riguardano l’Italia, oggi, noi. Questo deve anche diventare un grande tema di campagna elettorale. E voglio fare un appello agli elettori: alle prossime elezioni chiedete questo ai singoli partiti e anche ai singoli candidati, Perche’ le politiche ambientali saranno al centro dello sviluppo e della crescita globale dei prossimi anni nel mondo intero.”