Caccia Calabria: il Tar respinge la domanda di sospensione del calendario venatorio

Il TAR di Catanzaro ha respinto la domanda di sospensione dell’efficacia della Dgr sull’approvazione del calendario venatorio regionale in Calabria

Con l’ordinanza cautelare n.350/2017 di oggi, il Tribunale Amministrativo Regionale di Catanzaro ha respinto la domanda di sospensione dell’efficacia della Dgr n. 328 del 25 luglio2017 sull’approvazione del calendario venatorio regionale per la stagione venatoria 2017/18 e del relativo decreto del Presidente della Regione Calabria ritenendo – è scritto in un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta – che la delibera impugnata sia adeguatamente motivata, che il piano faunistico sia da ritenersi efficace e che non emergano adeguati elementi per ritenere fondata la questione di illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 4 bis legge regionale n. 9/1996 sollevata dai ricorrenti.

La tutela cautelare era stata invocata da alcune Associazioni locali del WWF tra cui O.A. WWF delle Province di Vibo Valentia, Crotone, Cosenza-Sila-Pollino e Calabria Citra che hanno proposto il ricorso per l’annullamento dell’anzidetta delibera, sostenendo che la Giunta regionale, approvando il calendario venatorio, si sarebbe immotivatamente discostata dal parere dell’ISPRA, consentendo la caccia a specie di uccelli in stato di conservazione sfavorevole ed in periodi assolutamente vietati. Il giudice della cautela ha, invece, ritenuto che, fermo il carattere cautelare dell’accertamento, non sussistono presupposti di irragionevolezza o illogicità del provvedimento impugnato.
A sostegno della legittimità del provvedimento della Regione, oltre all’avvocato Angela Marafioti dell’Avvocatura regionale, si sono costituiti in giudizio anche gli avvocati Biagio Di Vece e Alberto Maria Bruni quali difensori della controinteressata Federazione Italiana della Caccia.

Sono, altresì, intervenuti ad oppenendum Giuseppe Giordano, Bruno Zema, Francesco Felicetta, Antonio Paolillo, Fernando Allevato, Pasquale Martino, Carmine Spezzano, con la difesa dell’avvocato Biagio Di Vece, nonché l’Associazione nazionale libera caccia, Anuu, L’Associazione dei migratoristi Italiani, con la difesa degli avvocati Oreste Morcavallo, Enrico Morcavallo, Amabile Cuscino.