Caccia, Legambiente: “La mancata proroga è grave dopo la siccità”

Per Legambiente, la mancata proroga alla stagione venatoria in Emilia-Romagna e' "del tutto incomprensibile e di estrema gravita'" dopo l'importante siccità

Per Legambiente, la mancata proroga alla stagione venatoria in Emilia-Romagna e’ “del tutto incomprensibile e di estrema gravita’” dopo l’importante siccità: “uno strabismo che vede la tutela degli ecosistemi sempre seconda rispetto all’interesse di qualsiasi lobby”, scrive in una nota in cui critica che per Regione e cacciatori “l’emergenza estiva non c’e’ stata”.

La Regione, argomenta Legambiente, ha invocato l’emergenza idrica “per ottenere lo stato di emergenza (l’Emilia-Romagna e’ stata l’unica ad ottenerlo)” e quindi i finanziamenti dal Governo; poi, “e’ stata invocata per derogare i vincoli imposti sui prelievi ai corsi d’acqua”, altrimenti ‘fuorilegge’, persino nelle aree protette.

“A questo punto – sottolinea l’associazione – scopriamo che per la Regione e le associazioni venatorie, l’emergenza idrica e i cambiamenti climatici, miracolosamente, non hanno colpito la fauna e hanno esaurito i propri effetti con le piogge degli ultimi giorni”. Dalla proroga potevano rimanere escluse le specie piu’ dannose all’agricoltura, e quindi da contenere, come i cinghiali, ma invece e’ stato deciso di non dare affatto alcuna proroga: “La decisione della Regione – conclude Legambiente – e’ dunque una scelta politica molto chiara, fatta esclusivamente per non scontentare interessi del tutto particolari”.