Demenza: se l’olfatto non funziona bene il pericolo è doppio

Problemi olfattivi? Attenzione, potrebbero essere il preludio di 'demenza'. Lo rivela una ricerca condotta da Jayant Pinto, della University of Chicago

Problemi olfattivi? Attenzione, potrebbero essere il preludio di ‘demenza’. Lo rivela una ricerca condotta da Jayant Pinto, della University of Chicago pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society. Secondo tale ricerca òe persone anziane che hanno difficolta’ di olfatto (non riescono ad identificare l’80% degli odori comuni come l’aroma di menta e l’odore del pesce) hanno un rischio doppio di ammalarsi di demenza nel giro di 5 anni.

Lo studio ne segue uno simile condotto qualche anno fa dagli stessi autori, in cui si dimostrava che la perdita di olfatto nell’anziano è’ legata intimamente al suo rischio di morte nei successivi 5 anni (più che di malattie gravi come cancro e insufficienza cardiaca). Gli esperti hanno coinvolto quasi 3000 individui dai 57 agli 85 anni e valutato il loro senso dell’olfatto con una speciale ‘penna’ che emana odore di menta, pesce, arancia, rosa o pelle.

Come spiegano, il 78,1% del campione ha superato il test riconoscendo gli odori, il 18,7% era in grado di riconoscere solo due odori dei 5 proposti, il 3,2% aveva grosse difficolta’, riconoscendo solo un odore su 5 (2,2%) o nessuno (1%). La salute del campione è stata poi monitorata per gli anni successivi e registrate le diagnosi di demenza: è dunque emerso che i soggetti che non hanno superato il test olfattivo all’inizio dello studio presentavano un rischio doppio di ammalarsi di demenza nel giro di 5 anni rispetto ai coetanei che hanno saputo riconoscere gli odori.

Un semplice ed economico test olfattivo potrebbe – concludono – essere utilizzato nella diagnosi precoce di demenza e come un mezzo di valutazione del rischio di ammalarsi nel breve periodo (5 anni) molto più pratico da eseguire che i test sulle funzioni cognitive globali.