Domenica a Montalcino il Premio Casato Prime Donne a Federica Bertocchini, scopritrice del bruco mangiaplastica

Federica Bertocchini ha alle spalle 20 anni di ricerche nei laboratori di Londra, New York e Santander in Spagna

Federica Bertocchini

Si terrà domenica 17 settembre al Teatro degli Astrusi a Montalcino la cerimonia di consegna del Premio Casato Prime Donne, attribuito quest’anno alla biologa molecolare Federica Bertocchini con la motivazione di aver compiuto “una scoperta fondamentale per l’ambiente” ovvero il bruco mangia plastica che in poche ore è capace di distruggere le molecole di polietilene di cui sono fatte le bottiglie di plastica, processo che altrimenti richiederebbe fino a 450 anni. La giornata di consegna del Premio sarà anche l’occasione per scoprire lungo il percorso di trekking in vigna del Casato, una nuova opera d’arte a fianco della dedica della vincitrice: si tratta della “Donna che guarda” di Alessia Bernardeschi, ovvero una cornice per selfie in acciaio dal profilo inedito – una figura di donna che guarda lontano mentre la sua chioma fluente forma una cornice dai toni azzurri, gialli e bianchi – e allo stesso tempo ben contestualizzato al territorio e al Casato Prime Donne, la prima cantina italiana con un organico interamente femminile. La “ninfa” di Montalcino ha alle spalle una collina di vigneti e boschi: un paesaggio essenziale ma tipico del Brunello unito al contributo creativo di un’artista piena di talento che rendono la visita al territorio di Montalcino ancora più interattiva, coinvolgendo ogni turista in un selfie d’autore.

Federica Bertocchini ha alle spalle 20 anni di ricerche nei laboratori di Londra, New York e Santander in Spagna sugli embrioni dei vertebrati e una ventina di pubblicazioni in riviste scientifiche internazionali.  Nata a Piombino, grazie alla sua passione per l’apicoltura, ha fatto una scoperta capace di risolvere il gravissimo problema dell’inquinamento da plastica: il bruco della cera – galleria mellonella – è infatti in grado di rompere le molecole del polietilene come nessun altro. Una scoperta epocale, se teniamo conto che ogni anno, nel mondo, vengono usate un trilione di borse di plastica e che queste si accumulano insieme a bottiglie, scatole e altri oggetti di polietilene (PE) formando montagne immense nelle discariche e persino isole galleggianti nell’oceano.

La biologa molecolare non sarà tuttavia l’unica premiata della giornata: come da tradizione infatti saranno consegnati riconoscimenti anche ai migliori contributi giornalistici propedeutici alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini. Per la sezione “Io e Montalcino” sarà premiato Pietro di Lazzaro per il servizio televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI; Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani”  trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 vince il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”; Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”.

Negli anni il Premio Casato Prime Donne – la cui giuria è oggi presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione – ha scelto vincitrici emblematiche di grandi argomenti e del contributo femminile a una società che cambia:  il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare, la violenza sulle donne e quest’anno l’ambiente e il contributo alla ricerca scientifica.