Maltempo, i geologi del Lazio: “Serve più impegno dalla politica”

 "L'ondata di maltempo, che ha colpito nella giornata di domenica la nostra regione, purtroppo non mi sorprende. Una realtà allarmante"

LaPresse/Andrea Panegrossi

 “L’ondata di maltempo, che ha colpito nella giornata di domenica la nostra regione, purtroppo non mi sorprende. Una realtà allarmante le cui responsabilità in gran parte devono essere collegate a scelte pianificatorie discutibili, che hanno comportato una urbanizzazione innaturale, spesso in spregio a ogni regola di buonsenso”.

Così in una nota il presidente dei Geologi Lazio, Roberto Troncarelli. “Noi, come Ordine, non abbiamo mai perso occasione di denunciare, a tutti i livelli istituzionali, questa cattiva gestione del territorio, e le inottemperanze delle amministrazioni preposte contro il dissesto idrogeologico. Ma, al contempo, siamo sempre stati, e continuiamo ad esserlo, ferventi sostenitori di una politica preventiva che sinora è purtroppo mancata e che, cosa ancor più grave, si unisce alla carente educazione della popolazione residente, ancora troppo poco sensibile alla conoscenza di certi rischi – afferma ancora Troncarelli – Pur non sottovalutando la portata eccezionale dell’evento, questo non può giustificare la mole di allagamenti, disagi e disservizi, verificati nel territorio di Roma e, più in generale, della nostra Regione.

Siamo sempre lì, gli enti preposti non sono in grado di attuare politiche territoriali mirate e di ampio respiro, atte alla prevenzione del rischio idrogeologico, preferendo al contempo chiudere gli occhi di fronte all’incessante cementificazione e al consumo di suolo, che hanno sottratto grandi superfici all’assorbimento delle acque. Passata l’emergenza, infatti, si riprende a costruire come sempre, senza considerare che l’impermeabilizzazione del suolo e le canalizzazioni che prevede ogni espansione urbanistica, non fanno altro che accrescere il quantitativo d’acqua da smaltire, sempre negli stessi corsi d’acqua, che a volte presentano anche restringimenti dovuti a costruzioni, rifiuti o vegetazione.

L’Ordine dei Geologi del Lazio non si rassegna e denuncia con forza la cattiva gestione del territorio da parte delle istituzioni e la mancata preparazione delle comunità nei riguardi del rischio idrogeologico. Altro punto focale per la tutela del territorio, non a caso, è proprio la consapevolezza da parte della collettività dei rischi idrogeologici, “ancora troppo carente, soprattutto se si considera che nella Regione Lazio 372 comuni, il 98% del totale, presentano almeno un’area a rischio di frana o di esondazione, in cui è a repentaglio la vita umana e più di 350mila cittadini vivono in aree potenzialmente a rischio idrogeologico. Occorre creare un’opinione pubblica informata”. r