Maltempo Livorno: “No alla sospensione della Tari, si rischia il default”

"Se avessimo potuto sospendere immediatamente il pagamento della seconda rata della Tari per tutti i cittadini e le imprese che hanno subito danni dall'alluvione, lo avremmo fatto"

LaPresse/Bianchi-LoDebole

“Se avessimo potuto sospendere immediatamente il pagamento della seconda rata della Tari per tutti i cittadini e le imprese che hanno subito danni dall’alluvione, lo avremmo fatto senza indugi. Purtroppo le norme che regolano i principi contabili sono impietose: avremmo rischiato di mandare in default il Comune di Livorno e questo non sarebbe stato certo il modo migliore per aiutare i cittadini in difficolta’”. Cosi’ l’assessore al Bilancio del Comune di Livorno, Valentina Montanelli sulla proposta del Comune di restituire nel 2018 l’importo della Tari 2017 pagata dai cittadini e le imprese che hanno subito danni dall’alluvione del 10 settembre scorso.

“Secondo una primissima stima – precisa Montanelli -, per bloccare il pagamento della seconda rata della Tari, avremmo dovuto impegnare circa 7 milioni di euro, non essendoci al momento alcuna stima certificata del numero di persone e imprese colpite dall’alluvione. Farlo avrebbe significato andare in anticipazione di cassa nel 2017 e, cosa ancora piu’ grave, bloccare il pagamento dei fornitori nel 2018, visto che avremmo dovuto destinare milioni di euro per incrementare il fondo svalutazione crediti, necessario a far fronte al mancato incasso della Tari. Insomma, avremmo compromesso la capacita’ di spesa del Comune per i prossimi anni, con gravi ripercussioni sull’intera economia cittadina”.

“Ci e’ sembrato piu’ corretto e utile – continua l’assessore – attendere i 90 giorni entro cui il commissario dovra’ certificare il numero esatto di privati e imprese che hanno subito danni, per poi restituire alle persone che risulteranno essere in regola con i pagamenti precedenti il corrispettivo della Tari 2017”. 

“Sappiamo pero’ che alcune persone e alcune imprese hanno problemi immediati. Noi – aggiunge l’assessore – abbiamo improntato il nostro sistema di riscossione come un fisco amico. E dunque siamo pronti a dialogare, caso per caso, con chi avesse particolari problemi a causa della tragedia di settimana scorsa, in modo da trovare una soluzione ottimale. Allo stesso tempo, pero’, saremo inflessibili con chi pensa di fare il furbo e poter approfittare di una situazione drammatica per evitare di pagare un’imposta dovuta”.

“Cio’ che in ogni caso stupisce di piu’ – conclude Montanelli – e’ la superficialita’ con cui i rappresentanti di Cna e Confindustria, associazioni serie che rappresentano categorie economico-produttive importantissime, abbiano deciso di approcciare questo argomento. Mi rifiuto di credere che non conoscano i principi contabili degli enti locali. Se cosi’ fosse, sarebbe preoccupante”.