Prodotti Coca Cola contaminati dal virus che provoca l’AIDS: ecco il nuovo allarme che circola su Whatsapp, ma cosa c’è di vero?

Secondo l'allarme prodotti Coca Cola, come Sprite e altri, sarebbe stati contaminati dal sangue di un dipendente dell'azienda malato di AIDS

Ci risiamo. Una bufala, per giunta mal tradotta in italiano, sta circolando in queste ore su Whatsapp e a quanto pare anche su Facebook. Prodotti Coca Cola, come Sprite e altri, sarebbe stati contaminati dal sangue di un dipendente dell’azienda malato di AIDS. Ora, non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno di dirlo, ma di vero non c’è assolutamente nulla. Ma andiamo con ordine. Ecco il (terribile) testo della ‘notiziona’:

C’è notizia dalla polizia. È un messaggio urgente per tutti. Per i prossimi giorni non bevi nessun prodotto della Coca Cola, come la coda nera, il fioravanti di succhi, lo sprite ecc. Un lavoratore aziendale ha aggiunto il suo sangue contaminato da AIDS. . Vedi MDTV. Si prega di inviare questo messaggio a tutti gli utenti della tua lista. REPETIR: Messaggio importante dalla polizia metropolitana a tutti i cittadini. Per le prossime settimane, non bevi alcun prodotto COCA COLA, in quanto un lavoratore della società ha aggiunto il suo sangue contaminato da HIV (AIDS). E ‘stato mostrato ieri in Sky News. Invia questo messaggio alle persone che ti interessano“.

La prima domanda da porsi è: crederei ad una notizia scritta in questo modo? E’ evidentemente una traduzione da una lingua straniera, ma su un argomento così importante e grave ci si affiderebbe a un traduttore online, come è ovviamente successo in questo caso? Si tratta, a dire il vero, di una catena che girava anche qualche anno fa e che, come si può appurare facendo una breve ricerca su internet, è probabilmente partita dall’India.

Ma se la logica non dovesse bastare o non dovesse far parte del nostro modo di leggere le informazioni, ecco che in questo caso, per smentire la bufala, basta far ricorso alla scienza. Il virus dell’HIV, infatti (e non quello dell’AIDS che è invece, propriamente, la sindrome causata da questo virus), non sopravvive a lungo fuori dal corpo umano. Figuriamoci, dunque, se potrebbe sopravvivere all’interno di lattine sigillate che vengono consumate dopo mesi dalla produzione. Ragioniamo, dunque, di fronte a queste assurde notizie bomba e se abbiamo dubbi documentiamoci! Basta davvero poco per evitare allarmismi inutili.