Ricerca, Leishmaniosi: la forza dell’infezione dipende dall’ora del contagio

Leishmaniosi: non sono tutte uguali. Sembra infatti che il momento della giornata in cui i microbi attaccano l'organismo possa fare la differenza nella 'forza' dell'infezione

Leishmaniosi: non sono tutte uguali. Sembra infatti che il momento della giornata in cui i microbi attaccano l’organismo possa fare la differenza nella ‘forza’ dell’infezione. Diversi studi avevano già dimostrato che le difese immunitarie sono più o meno attive nel corso della giornata, adesso una ricerca canadese ha stabilito che l’orologio conta anche per la gravità dell’infezione, a partire dalla valutazione – nella Leishmaniosi – dell’influenza dell’orario di contagio sia sulla risposta immunitaria sia sulla forza della malattia.

Il lavoro è pubblicato su ‘Scientific Reports’ (gruppo Nature), ed è la prima volta che l’importanza dell’orario sul meccanismo biologico viene verificato su un parassita trasmesso da un insetto. La Leishmaniosi in particolare viene causata da un microrganismo ‘iniettato’ da alcune specie di zanzare.

Si tratta di una malattia pericolosa, che ogni anno infetta oltre un milione di persone al mondo in aree tropicali, causando migliaia di morti e spesso conseguenze negative nelle persone guarite. L’équipe guidata da Nicolas Cermakian dell’università MacGill di Montreal ha inoculato nei topi il parassita misurando la risposta immunitaria e la velocità di propagazione nell’organismo. Tutti e due i parametri si sono dimostrati sensibili all’orario di infezione. Il dato inatteso è che l’azione infettiva risulta più efficace a fine giornata, nelle prime ore della sera, proprio quando il sistema immunitario è più forte e attivo. Questo perché, secondo i ricercatori, il parassita sfrutta a suo vantaggio l’azione di macrofagi e neutrofili, mobilitati dal sistema immunitario. Dopo aver dimostrato il fenomeno, i ricercatori puntano ora a comprendere meglio il meccanismo in modo che si possano mettere a punto nuove modalità di prevenzione e trattamento.