Terremoto Macerata, “Salviamo Peppina”: a 95 anni cacciata da casetta abusiva, “voglio morire qui”

Nella provincia di Macerata colpita dal terremoto, la casetta di legno di Giuseppina Fattori, 95 anni, per lo Stato è abusiva e per questo ora finirà sotto sequestro

LaPresse/Mario Sabatini

A Fiastra, nella provincia di Macerata colpita dal terremoto, la casetta di legno di Giuseppina Fattori, 95 anni, per lo Stato è abusiva e per questo ora finirà sotto sequestro: lo racconta il “Resto del Carlino“. Dopo aver visto crollare la sua casa in seguito al sisma, ne ha fatta fare un’altra lì vicino in legno, “Ma la burocrazia l’accusa ora di aver realizzato un abuso edilizio” spiega il quotidiano, mentre Giuseppina è irremovibile: “Io da qui non me ne vado“.

E’ scattata quindi la mobilitazione di amici e conoscenti al grido di “Salviamo Peppina“.

Le figlie dell’anziana avevano tentato di portare la madre con loro, “ma una volta che era sola in casa ha chiamato un parente e si è fatta riportare a Fiastra: pur di rimanere vicino alla sua casa, ha scelto di vivere nel container che avevano acquistato dopo il terremoto del 1997, senza acqua, luce, bagno” racconta il quotidiano: condizioni di vita troppo difficili, quindi le figlie hanno di costruirle una casa in legno, di 70 metri quadri, nel terreno edificabile di fianco alla casa familiare, di loro proprietà, ma senza la concessione edilizia, quindi il sindaco ha emesso un’ordinanza per fermare il cantiere abusivo.

Giuseppina ora chiede di poter restare dove ha vissuto per 75 anni con suo marito: “Abbiamo lavorato sempre, anche la domenica, per far studiare le figlie fuori. Avevamo tutto, e ora alla mia età non ho più nulla, in questa casetta non ho le mie cose, non trovo più niente. Ma almeno sono qui. Mi sento morire se penso di dover andare via, e dove poi? Non c’è un altro posto per me. In questa casetta non sento nemmeno più le scosse, mi sento sicura. Io voglio morire qui“.