Terremoto Messico, un testimone italiano: “La scossa dopo la prova di evacuazione, ci sono tanti dispersi”

"All'università il 19 settembre ogni anno si fa una simulazione di evacuazione per sapere come muoversi durante una scossa sismica"

LaPresse/Xinhua

“All’università il 19 settembre ogni anno si fa una simulazione di evacuazione per sapere come muoversi durante una scossa sismica. Alle 11 abbiamo fatto l’esercitazione e dopo 2 ore e’ arrivato il terremoto vero”. Così Amedeo Orlandini, 67 anni di Reggio Emilia, direttore della Facoltà di Filosofia e psicologia dell’Università cattolica Lumen Gentium di Città del Messico, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha raccontato gli attimi di paura durante la forte scossa che ha colpito il Messico.

Ogni 19 settembre, giorno della ricorrenza del terremoto che nel 1985 aveva devastato Citta’ del Messico provocando migliaia di vittime, una simulazione annuale, detta in spagnolo simulacro, ricorda alla popolazione come mettersi in salvo. “La cosa impressionante – ha proseguito Orlandini – è che il 19 di settembre ricorre l’anniversario del forte terremoto di 32 anni fa a Cittàdel Messico dove ci sono stati migliaia di morti. Questa volta i morti sembrano molto meno ma ci sono tanti dispersi”.

“Mi trovo a Città del Messico nella parte sud della città – ha concluso Orlandini – e la scossa l’ho sentita molto forte, ero all’università e stavo facendo lezione. Nella zona dell’università cattolica dove eravamo noi non ci sono stati danni ma nelle zone limitrofe ci sono stati diversi morti”.