Terremoto, Serracchiani nelle Marche: “Abbiamo ricostruito com’era e dov’era”

"Ricostruire com'era e dov'era: possiamo dire di esserci riusciti", la presidente del Friuli Venezia Giulia ha partecipato al taglio del nastro della nuova scuola di Sarnano

“Ricostruire com’era e dov’era: possiamo dire di esserci riusciti”. Ricordando questi due motti, la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha partecipato al taglio del nastro della nuova scuola dell’infanzia Benedetto Costa di Sarnano, in provincia d Macerata, che sostituisce l’edificio reso inagibile dal Terremoto del 2016, realizzata a tempo di record dalla protezione civile regionale grazie anche alle generose donazioni di cittadini, enti e imprese.

A margine della cerimonia alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, il presidente delle Marche, Luca Ceriscioli, e, tra gli altri, anche alcuni sindaci del Friuli Venezia Giulia, Serracchiani ha spiegato che “è un giorno particolare perché oggi è l’anniversario della seconda scossa del Terremoto che 41 anni fa rase al suolo 45 comuni, ne lesionò più di 90 e provocò quasi mille morti e 3.600 feriti”.

Le nostre comunità rinacquero, più forti di prima e questo – ha aggiunto Serracchiani – è il primo messaggio che voglio portare: la speranza. Ripartire si può e si può portare a termine la ricostruzione. Lo si può fare fin negli ultimi dettagli, come abbiamo dimostrato l’altro giorno in Friuli, ricollocando le statue che decoravano il duomo di Venzone a suo tempo completamente distrutto”.

Serracchiani ha evidenziato che quello di Sarnano è “il primo edificio scolastico a carattere definitivo realizzato nell’area colpita dal Terremoto e, grazie a una serie di accorgimenti dall’alto valore tecnologico, si pone all’avanguardia dal punto di vista delle caratteristiche antisismiche e anche del consumo energetico”.

“Una scuola non solo completata in via definitiva, accogliente, energeticamente efficiente, ma – ha sottolineato – anche un edificio funzionale strategico. Vale a dire che, qualunque cosa accada, questo edificio deve rimanere in piedi per la prima emergenza. In ogni caso il fatto che i bambini possono iniziare regolarmente le lezioni in una scuola nuova, confortevole e sicura è un bellissimo segno di speranza nel futuro“.

La presidente del Friuli Venezia Giulia ha sottolineato l’importanza della solidarietà: “Noi ne ricevemmo moltissima e la nostra ricostruzione fu possibile sia per la tenacia del popolo friulano sia grazie alle risorse stanziate dal governo e agli aiuti che ricevemmo da tutta Italia e dal mondo”. Nelle due frasi “Ricostruire com’era e dov’era” e “il Friuli ringrazia e non dimentica” è racchiusa, ha ribadito Serracchiani, “l’esperienza che il Friuli ha vissuto e che oggi porto a Sarnano. Abbiamo voluto impegnarci in un progetto che andasse al di là dell’emergenza e all’appello hanno aderito generosamente privati cittadini, Comuni, enti pubblici e imprese e a oggi sono stati raccolti oltre 585mila euro”.

Rivolgendosi a coloro che hanno reso possibile il raggiungimento di questo traguardo, Serracchiani ha detto che “un enorme ringraziamento va a tutto il personale, ai volontari coinvolti nella fase dell’emergenza e a tutti coloro che hanno contribuito alla costruzione della scuola: dai componenti della commissione di gara ai consulenti giuridici e ai collaboratori esterni. Un pensiero particolare va ai tecnici della protezione civile regionale, alle imprese, ai fornitori e alle maestranze”.