Ambiente, Wwf: “Castelrotto approva la delibera, non vuole lupi e orsi”

Una delibera per dichiarare il proprio territorio "libero da orsi e lupi". Questo l'assurdo provvedimento varato nei giorni scorsi dal Comune di Castelrotto, in provincia di Bolzano

Una delibera per dichiarare il proprio territorio “libero da orsi e lupi”. Questo l’assurdo provvedimento – spiegano – varato nei giorni scorsi dal Comune di Castelrotto, in provincia di Bolzano. Alla base, i pressunti rischi per la sicurezza delle persone derivanti dalla presenza delle due specie, per la gestione delle quali il Comune chiede quindi una “maggiore autonomia”.

Il Wwf non poteva stare a guardare, ha preso “carta e penna” e ha scritto al Sindaco di Castelrotto – e per conoscenza a Ministero dell’Ambiente, Regione e Province autonome di Trento e Bolzano – , per sottolineare l’assurdità di un simile provvedimento, che si basa su affermazioni antiscientifiche, allarmistiche e prive di fondamento, e ricordando come la fauna selvatica sia “patrimonio indisponibile dello Stato”.

Il Wwf, nella lettera, cita la massima autorità scientifica italiana. “La presenza del lupo – si legge in una nota dell’Ispra del 25 settembre 2014, “non comporta alcun rischio per la sicurezza dell’uomo, considerato che non si è registrato alcun caso di attacco da parte del lupo all’uomo dal dopoguerra nel nostro Paese, né esiste alcun dato di attacco successivamente al 1825”.

E anche per quanto riguarda i danni alle attività umane i dati ufficiali forniscono informazioni del tutto diverse rispetto a quelle che emergono dalla delibera. In Provincia di Bolzano i danni causati dal lupo sono in genere meno del 5% di quelli complessivi provocati da animali selvatici. Nella nota il Vice Presidente Dante Caserta sottolinea al contrario come molti studi dimostrino la possibilità di convivenza tra l’uomo e i grandi carnivori – grazie ai quali tralaltro vengono controllate le popolazioni di ungulati a cominciare dai cinghiali – tramite adeguate misure di prevenzione, mentre gli abbattimenti “non rappresentano una soluzione efficace nell’interesse degli stessi allevatori”. Il WWF Italia chiede dunque l’immediata revoca del provvedimento.