Astronomia: ecco Lucaparmitano, l’asteroide dedicato all’astronauta italiano

"Lucaparmitano" è ora di nuovo nello spazio grazie ad un astronomo italiano

Copyright S. Casulli

L’astronauta ESA Luca Parmitano è rimasto sulla Terra sin dalla sua missione nel 2013 sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma “Lucaparmitano” è ora di nuovo nello spazio grazie ad un astronomo italiano.

Il Centro Pianeti Minori dell’Unione Astronomica Internazionale ha confermato un nuovo nome per un asteroide precedentemene conosciuto semplicemente come 1993 TD: (37627) Lucaparmitano.

L’asteroide fu scoperto nel 1993 dall’astronomo italiano Vincenzo Silvano Casulli, in servizio presso l’Osservatorio di Vallemare di Borbona, situato nel Lazio, a nord est di Roma.

Il prolifico astronomo ha scoperto più di 251 oggetti, e riporta che questo asteroide è probabile avere dimensioni di circa 5 km di diametro. Esso orbita il sole ogni 3,9 anni ed osservazioni più dettagliate dovrebbero essere possibili dall’inizio del 2018, quando l’asteroide si troverà ben lontano dal sole nei nostri cieli.

Copyright ESA–Manuel Pedoussaut, 2016

Casulli sente che il nome è appropriato perché “Luca, che ha trascorso sei mesi sulla Stazione Spaziale, non aveva il proprio asteroide“.

La citazione è semplice ma elegante: “Luca Parmitano (nato 1976) è un ingegnere italiano ed astronauta del Corpo Astronauti Europeo dell’Agenzia Spaziale Europea“.

L’asteroide non è visibile ad occhio nudo, ma la sua orbita è stata confermata da numerosi osservatori negli Stati Uniti, in Europa ed in Cina.

Commenta Luca Parmitano: “Sto ancora lottando con l’idea che il mio nome sia collegato ad un corpo celeste. È un regalo meraviglioso, per il quale mi sento onorato ed umile allo stesso tempo. Sono grato al Sig. Casulli per aver pensato a me.

Non posso fare a meno di pensare a questo asteroide, perennemente in viaggio così lontano dal nostro mondo. Come sarebbe stare su di esso? Cosa si vedrebbe? Quante albe e quanti tramonti potrebbe regalarmi in un giorno questo minuscolo mondo? So che non ci andrò mai: ma, in un certo modo, sono già là.

“Forse, anche se invisibile ad occhio nudo, il ‘mio’ asteroide ispirerà le persone ovunque a guardare in alto, a pensare alla nostra presenza qui ed al nostro bel pianeta, e lavorare per renderlo un posto migliore.”