Borghi: il “modello” di recupero del Castello di Postignano

Il borgo del Castello di Postignano, abbandonato negli anni '60, è tornato a vivere grazie ad un'attenta opera di restauro

A cura di AdnKronos
Il Castello di Postignano

Il recupero e la valorizzazione degli antichi borghi d’Italia: un contributo allo sviluppo socio-economico del Paese”. E il titolo del convegno che si è svolto al Castello di Postignano nel Comune di Sellano in Umbria. Si è partiti proprio con l’esperienza di questo borgo storico per confrontarlo con le altre esperienze. Lo spirito non è stato quello di costruire un modello su questo esempio, ma metterlo in relazione con altre realtà, proprio perché come è emerso dal convegno ogni realtà è unica e ha proprie logiche e proprie caratteristiche.
Il borgo del Castello di Postignano, abbandonato negli anni ’60, è tornato a vivere grazie ad un’attenta opera di restauro degli Architetti Gennaro Matacena e Matteo Scaramella durata molti anni.
Ho trovato il castello per caso – ha spiegato Matacena – da turista percorrevo l’Umbria, venivo da quella collina e mi sono trovato di fonte questa meraviglia. Un borgo abbandonato. Ho fermato l’auto, sono sceso e ho visto il medioevo. Non c’era nemmeno un cucchiaio di cemento. C’era solo una fontanina per l’acqua sotto, non c’era una lampadina, però gli appartamenti erano pieni di attrezzi agricoli, arredi perché gli ex abitanti avevano lasciato tutto ed erano andati a vivere nei dintorni.”
Acquisito nel 1992 , il progetto è partito come recupero unitario turistico di nicchia, per poi nel tempo cambiare finalità e diventare un mix di attività turistiche e unità abitative.
Abbiamo capito soprattutto – dice l’Amministratore del Castello di Postignano Matteo Scaramella – che c’era bisogno di un centro di aggregazione per stimolare qualcuno a comprare qui. Ma il turismo non può essere l’unica risorsa per un borgo così, se non altro per la sua stagionalità. Quindi noi vorremmo che questo diventasse un luogo di residenza e che tornasse un posto in cui si abita. La proprietà immobiliare è divisa tra 9 singoli proprietari e 25 proprietà disponibili per la vendita, quindi avremo una proprietà frazionata e il borgo è aperto al pubblico e fruibile da chiunque.