G7, Coldiretti: 38 milioni di persone affamate in più per il drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli

Nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – denuncia la Coldiretti – quelli al consumo rimangono alti

La fame è aumentata nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli che nel 2016 sono scesi al minimo dell’ultimo quinquennio per le principali materie prime ricomprese nell’Indice Fao. Lo ha denunciato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che nel 2016 la fame ha toccato circa 815 milioni di persone, 38 milioni di persone in piu’ dell’anno precedente, in occasione dell’apertura del mercato contadino di Campagna Amica al G7 agricolo a Bergamo nella zona sentierone dove sono presenti anche gli agricoltori terremotati. Uno su tre nel mondo – sottolinea la Coldiretti – lavora in agricoltura o nella pesca con 2,5 miliardi di persone impegnate quotidianamente a sfamare il pianeta che molto spesso sono spinte loro stesse all’indigenza dalle quotazioni irrisorie. Per gli altri a pesare è il fatto che nonostante il forte calo dei prezzi alla produzione agricola – denuncia la Coldiretti – quelli al consumo rimangono alti con conseguenti difficoltà per i piu’ poveri dove resta alta l’insicurezza alimentare tanto che l’11% della popolazione soffre la fame secondo la Fao. Oggi è chiaro che l’emergenza alimentare – sostiene la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive. Gli aiuti alimentari sono necessari, ma non bastano e occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove – continua Coldiretti – devono essere garantiti credito e investimenti adeguati, se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, e si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose. Occorre ripensare a fondo il sistema di produzione e di distribuzione del cibo e perseguire un modello di sviluppo sostenibile che garantisca un sistema di tutela sociale ed economica in grado di assicurare un futuro all’agricoltura e un cibo sicuro e accessibile a tutti, in Italia e nei Paesi piu’ poveri – ha concluso il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è necessario lavorare sulla sovranità alimentare con politiche ed investimenti dei Governi volti a favorire la crescita delle agricolture dei diversi Paesi e regole commerciali rispettose e consapevoli del valore del cibo ma anche promuovere azioni di riequilibrio all’interno della catena alimentare che contribuiscano alla valorizzazione e alla remunerazione delle produzioni agricole.