Nucleare, l’Emilia Romagna si candida: progetto pilota sull’energia da fusione 

"Si tratta esclusivamente di un progetto di ricerca che permettera' di studiare materiali, componenti e soluzioni ingegneristiche per futuri sistemi di produzione di energia pulita e sicura"

“Si tratta esclusivamente di un progetto di ricerca che permettera’ di studiare materiali, componenti e soluzioni ingegneristiche per futuri sistemi di produzione di energia pulita e sicura. Per questo e’ supportata dall’Universita’ essendo un vero e proprio centro di ricerca e non di produzione”.

Cosi’ l’assessore regionale alle Attivita’ produttive, Palma Costi, candida l’Emilia-Romagna a ospitare, nel sito Enea sul lago Brasimone dell’Appennino Bolognese, un impianto pilota di ricerca per la produzione di energia elettrica usando la fusione nucleare, progetto ora in fase di valutazione da parte della Commissione europea. “E’ una macchina di ricerca che – afferma l’assessore Costi – non comporta rischi per l’ambiente. La realizzazione della facility (Dtt, Divertor tokamak test) ha valenza internazionale con la leadership di Enea, inserito nei programmi europei, e si configurera’ come una realta’ fondamentale per la ricerca scientifica e tecnologica italiana ed europea. Per il nostro territorio e’ una grande opportunita’” e il sostegno alla candidatura e’ stato concertato con gli Enti locali, dopo una presentazione nel luglio scorso in un incontro a Castiglione dei Pepoli, sempre sull’Alto Appennino: “Si tratta – spiega l’assessore – di un investimento consistente con forti ricadute economiche e occupazionali dirette e indirette per il nostro territorio montano”.