Smog: il meteo tiene a bada l’emergenza, ma l’allerta resta alta

Il maltempo porta neve, vento e pioggia sul Nord Italia, e tiene a bada l'emergenza smog. I livelli di Pm10, le polveri sottili responsabili secondo la rivista The Lancet di 6,5 milioni di morti l'anno, calano

LaPresse/Reuters

Il maltempo che sta portando neve, vento e pioggia sul Nord Italia, è riuscito a tenere a bada l’emergenza smog. I livelli di Pm10, le polveri sottili responsabili secondo la rivista The Lancet di 6,5 milioni di morti l’anno, calano. E Torino, negli ultimi giorni la citta’ piu’ inquinata d’Italia, revoca lo stop ai veicoli diesel, ma la guardia resta alta: un nuovo summit e’ previsto per domani a mezzogiorno quando, rilevamenti aggiornati dell’Arpa alla mano, si decideranno le misure da adottare nei prossimi giorni. Al contempo sulle alture della Valle di Susa, come su quelle di Biellese e Cuneese, si lotta contro l’emergenza incendi, complice una siccità senza precedenti.

Il meteo risulta dunque favorevole alla dispersione degli inquinanti: nevica al Gran San Bernardo, in Valle d’Aosta, piove a tratti sulla Lombardia, c’è un forte vento in Piemonte, con diffuse condizioni di foehn, che hanno aiutato il sole a squarciare anche le prime nebbie stagionali. Tuttavia l’allerta inquinamento rimane alta.

La perturbazione nordatlantica che sta interessando la Val Padana è intensa, con venti fino a 100 Km/h, ma veloce, destinata quindi a durare poco. Da ovest incalza l’alta pressione, che a partire da meta’ settimana tornera’ ad occupare stabilmente il Mediterraneo centrale e l’Italia, ripristinando condizioni di tempo stabile e clima eccezionalmente mite probabilmente fino alla fine del mese.

Il sole incentiverà così le condizioni di accumulo, da favorevoli a molto favorevoli sulla Lombardia come in Piemonte. Possibile dunque assistere ad una nuova escalation delle Pm10, che a Torino sono passate dai 114 mcg/mc di giovedi’ ai 33 mcg/mc di questa sera alle 18. Di qui la decisione di tornare alle misure base, revocando gli stop ai diesel Euro 3, 4 e 5, piu’ recenti e meno inquinanti. Ma senza abbassare la guardia.