Terremoto: 8,5 milioni dalle strategia delle aree interne al Maceratese

La strategia per le aree interne dedica al Maceratese 8,5 milioni di euro, parte dei quali andranno a finanziare progetti sui beni culturali, coinvolgendo diversi comuni

LaPresse/Mario Sabatini

La strategia per le aree interne dedica al Maceratese 8,5 milioni di euro, parte dei quali andranno a finanziare progetti sui beni culturali, coinvolgendo i comuni di Acquacanina, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Fiordimonte, Monte Cavallo, Muccia, Pievebovigliana, Pieve Torina, Serravalle di Chienti, Ussita, Visso Cessapalombo, Gualdo, Monte San Martino, Penna San Giovanni, San Ginesio, Sant’Angelo in Pontano, Sarnano. Se ne e’ parlato a Pieve Torina.

“Investire in cultura – ha detto l’assessore Moreno Pieroni -, soprattutto per i territori delle aree interne, significa riportare economia, lavoro e turismo. Se questo era importante prima del Terremoto, ora e’ davvero essenziale. Abbiamo un enorme patrimonio culturale diffuso sul quale il sisma ha avuto un grande impatto; in sinergia con il Mibact stiamo facendo un lavoro attento e minuzioso, recuperando e catalogando ogni frammento, per riportare ogni opera d’arte, ogni opera architettonica o monumento, nel luogo e nello stato in cui si trovava. La qualita’ delle procedure di recupero dedicate ai beni culturali e’ stata formalmente riconosciuta a livello europeo”.

La ricostuzione – ha aggiunto -, il rilancio delle aree montane non sono un obiettivo facile, ne’ di breve periodo, perche’ quello che ha colpito la nostra terra e’ qualcosa di epocale e della stessa portata deve essere la risposta delle istituzioni”. “Affinche’ i comuni compresi nelle aree interne tracciate, come quella del Maceratese, abbiano successo nella partecipazione ai bandi – ha aggiunto l’assessore Angelo Sciapichetti – e’ necessario che aumentino la loro capacita’ amministrativa. Spesso si tratta di piccole realta’, con poco personale, per questo e’ necessario condividere funzioni. Per la gestione dell’emergenza e della ricostruzione quasi tutti i comuni hanno potuto fare assunzioni a tempo determinato, spesso giovani e competenti tecnici. Ma per cogliere le opportunita’ della strategia per le aree interne sono necessarie anche specifiche professionalita’. Occorre puntare sull’associazionismo degli enti locali per dare un’adeguata risposta a questa necessita’”.

“Se prima del Terremoto lo sviluppo delle aree interne era ‘una’ priorita’, oggi – ha rimarcato – e’ ‘la’ priorita’. Le citta’, i borghi, le montagne devono tornare a vivere come prima e a ancora meglio, tramite strutture piu’ sicure. Abbiamo un grande patrimonio ambientale e culturale da valorizzare, affinche’ l’evento naturale piu’ distruttivo che ha colpito la nostra terra negli ultimi secoli, diventi un’occasione storica di rilancio e rinascita”.