Terremoto: “Qualcosa di nuovo per la Basilica di San Benedetto” 

"La ricostruzione della Basilica di San Benedetto affidiamola a un genio dell'architettura capace di partire dall'esistente e quindi dal passato, come la facciata icona di questo sisma"

Mario Sabatini - LaPresse

“La ricostruzione della Basilica di San Benedetto affidiamola a un genio dell’architettura capace di partire dall’esistente e quindi dal passato, come la facciata icona di questo sisma e dalle altre murarie rimaste in piedi, per arrivare a realizzare qualcosa di nuovo e moderno”: a suggerirlo, attraverso l’ANSA, e’ Romano Cordella, storico dell’arte nursino e grande conoscitore dei tesori artistici e culturali della Valnerina.

Mi trovo in accordo con l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, inutile stare a ricostruire un falso, dato che la Basilica e’ stata rifatta almeno tre volte e quindi di originale, se si esclude la facciata, ha ben poco”, spiega Cordella. Che ripescando nei ricordi e nei documenti delle sue ricerche racconta come “le varie ricostruzioni non piacessero nemmeno ai consoli che governavano Norcia nel 1700, al punto anche da discutere con i monaci benedettini che eseguivano le opere”.

Un punto imprescindibile – aggiunge lo storico – sara’ comunque la sicurezza, al di la’ di come verra’ ricostruita, fondamentale sara’ realizzare un edificio che non crolli di nuovo col prossimo terremoto”. Lo storico, inoltre, e’ convinto che la rimozione delle macerie regalera’ altre scoperte dentro la “casa” di Benedetto: “Intanto mi auguro – dice – che venga recuperata la tela di Filippo Napoletano, un suo dipinto, firmato Filippo Teodoro da Lignano, e’ ancora sepolto sotto le pietre”. Ma Cordella e’ pronto a scommettere che salteranno fuori pure “dei resti romani di grande importanza, che potrebbero trovarsi all’altezza del transetto”.