Uragano Ophelia: allerta nelle isole Azzorre e in Portogallo, il passaggio è previsto per domani

L'Europa trema per il passaggio dell'Uragano Ophelia, in particolare le isole Azzorre e il Portogallo si trovano in uno stato di allerta in previsione del suo arrivo

L’Europa trema per il passaggio dell’Uragano Ophelia, in particolare le isole Azzorre e il Portogallo si trovano in uno stato di allerta in previsione del suo arrivo, che sarà accompagnato da venti di 170 km/h, in direzione nord-est. Ma c’è ansia anche in Irlanda, dove il ciclone, con il suo carico di piogge e venti intensi, dovrebbe arrivare domenica prossima.
“Il rischio che Ophelia puntasse direttamente al Portogallo con venti stimati in 140-150 km/h – spiega Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma-Cnr all’ANSA – sembra al momento scongiurato. Tuttavia l’uragano potrebbe colpire la parte nord-occidentale del Paese iberico. Tutto dipendera’ da come si posizionera’ l’occhio del ciclone rispetto alla costa portoghese”.
Classificato di categoria 2 (in una scala di crescente intensita’ da 1 a 5), Ophelia, precisa Gozzini, “potrebbe quindi toccare marginalmente Portogallo e Spagna, in particolare la Galizia”. Gli uragani si formano dove le temperature del mare sono alte pertanto avvicinandosi al Portogallo, dove l’acqua del mare non e’ cosi’ calda, Ophelia si potrebbe indebolire, “portando piogge e venti meno intensi”.
Anche in Irlanda l’impatto di Ophelia, previsto per domenica prossima, potrebbe essere minore del previsto, secondo le previsioni degli esperti. “Ci aspettiamo venti – aggiunge il ricercatore del Cnr – intorno ai 100 km/h perche’ l’uragano attraversera’ dei tratti di mare freddo che ne smorzeranno l’intensita’“. Gli uragani hanno sempre toccato solo marginalmente l’Europa.
Nel passato – continua Gozzini – ricordiamo Vince, che nel 2005 tocco’ il sud del Portogallo e il sudovest della Spagna”. A impedire la formazione degli uragani nel Vecchio Continente, spiega il ricercatore del Cnr, “e’ il fatto che, al contrario dell’Atlantico, mancano vaste zone – che nell’Atlantico alimentano gli uragani – dove la temperatura del mare e’ superiore ai 27 gradi. Normalmente la direzione degli uragani, inoltre – sottolinea – e’ verso i Caraibi a causa del movimento di rotazione terrestre. Questo provoca la formazione degli Alisei che a loro volta spostano l’uragano verso l’America“.
Nel Mediterraneo la formazione degli uragani e’ impossibile, mentre a seconda della temperatura del mare possono formarsi cicloni piu’ o meno intensi. “Da considerare anche il fatto – rileva il direttore del Consorzio Lamma-Cnr – che gli uragani, non appena arrivano a terra, non ricevono piu’ ‘benzina’, costituita dall’evaporazione dell’acqua del mare. L’uragano, quindi, si indebolisce fino a diventare una piccola perturbazione”. Ophelia si verifica in un anno “da record”, o quasi, per gli uragani.