Pesca: emergenza cormorani in Sardegna, ad Oristano settore in ginocchio

"L’economia ittica legata agli stagni del Sinis-Oristano-Cabras è in ginocchio in seguito al proliferare dei cormorani, divenuti una vera e propria calamità naturale"

A cura di AdnKronos

Settore della pesca in ginocchio in Sardegna, in particolare nella zona di Oristano, a causa di una vera e propria emergenza cormorani. A denunciarlo il deputato Mauro Pili, eletto con il Popolo delle libertà e ora al Gruppo Misto, in un’interrogazione al ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti.
L’economia ittica legata agli stagni del Sinis-Oristano-Cabras -afferma il parlamentare sardo- è in ginocchio in seguito al proliferare dei cormorani, divenuti una vera e propria calamità naturale. Si tratta di un vero e proprio disastro per i pescatori, con particolare riferimento a quelli del consorzio Pontis di Cabras, guidati del presidente Giuliano Cossu, che ha rivolto un pressante appello perché il governo intervenga rapidamente per arginare e fermare questo devastante prelievo ittico dalla laguna“.
La regione e il governo -denuncia Pili- non danno né strumenti per contrastarli, né fondi per far fronte ai disastri che stanno creando“. Un fenomeno che “interessa in particolare la Sardegna centro-occidentale, dove risulta che risiedano il maggior numero di cormorani di tutta l’isola, tanto da essere definito ‘sito di rilevanza internazionale’“. In questa situazione, dice ancora Pili, “non sono sufficienti i fondi messi a bilancio dalla Regione per ristorare le imprese agricole che hanno subito danno a causa della fauna selvatica. Oltre a non veder riconosciuti i danni, i pescatori non riescono ad avere dalla Regione neppure gli strumenti per difendersi dai cormorani“, visto che “gli unici che si possono utilizzare per allontanare gli uccelli predatori sono dei dissuasori, come le reti anti-uccello che, oltre ad essere costose (in termini di materiali e manutenzione), sono limitate ad aree poco estese ed hanno un certo impatto ecologico, in quanto impediscono l’accesso alle specie non bersaglio e possono causare la morte degli uccelli che vi rimangono intrappolati. L’altro sistema autorizzato è quello dell’utilizzo dei cannoni a salve“.
Si tratta di soluzioni costose, perché richiedono lo spostamento in motoscafo, e allo stesso tempo inefficaci. I cormorani sono uccelli intelligenti che, appresa l’inefficacia dello sparo, continuano indisturbati la loro attività predatoria. Infatti sono in continuo aumento. Da ottobre è ricominciata l’invasione che si protrae fino ad aprile; si tratta di un arco di tempo che si sta allungando sempre di più“.
Di fronte a questo quadro, Pili chiede al ministro “un immediato piano per fermare questo disastro ambientale e naturalistico che sta mettendo a repentaglio la stessa vita della laguna; iniziative perchè siano risarciti i pescatori per questo danno ingente; un programma per promuovere il rilancio e la tutela della stessa laguna e dell’attività ittica della zona che occupa oltre 1.000 persone“. In questa situazione, dice ancora Pili, “non sono sufficienti i fondi messi a bilancio dalla Regione per ristorare le imprese agricole che hanno subito danno a causa della fauna selvatica. Oltre a non veder riconosciuti i danni, i pescatori non riescono ad avere dalla Regione neppure gli strumenti per difendersi dai cormorani”, visto che “gli unici che si possono utilizzare per allontanare gli uccelli predatori sono dei dissuasori, come le reti anti-uccello che, oltre ad essere costose (in termini di materiali e manutenzione), sono limitate ad aree poco estese ed hanno un certo impatto ecologico, in quanto impediscono l’accesso alle specie non bersaglio e possono causare la morte degli uccelli che vi rimangono intrappolati. L’altro sistema autorizzato è quello dell’utilizzo dei cannoni a salve“.
Si tratta di soluzioni costose, perché richiedono lo spostamento in motoscafo, e allo stesso tempo inefficaci. I cormorani sono uccelli intelligenti che, appresa l’inefficacia dello sparo, continuano indisturbati la loro attività predatoria. Infatti sono in continuo aumento. Da ottobre è ricominciata l’invasione che si protrae fino ad aprile; si tratta di un arco di tempo che si sta allungando sempre di più“.
Di fronte a questo quadro, Pili chiede al ministro “un immediato piano per fermare questo disastro ambientale e naturalistico che sta mettendo a repentaglio la stessa vita della laguna; iniziative perchè siano risarciti i pescatori per questo danno ingente; un programma per promuovere il rilancio e la tutela della stessa laguna e dell’attività ittica della zona che occupa oltre 1.000 persone“.