Roma: giovedì al museo di Villa Giulia “La fortuna degli etruschi”

"Gli Etruschi senza mistero": storia, fortuna, miti e presunti "misteri" di un popolo che ha "fatto" l'Italia

gli Etruschi senza mistero

Etruria capta ferum victorem cepit” (= L’Etruria conquistata – dai Romani – conquistò il vincitore) si potrebbe dire della fortuna degli Etruschi parafrasando un celebre brano di Orazio (Ep. 2, 1, 156), notoriamente riferito ai Greci. Si tratta naturalmente di una provocazione, ma l’indagine storica suffragata da alcune testimonianze della tradizione ha da tempo evidenziato quale sia stata l’eredità lasciata dagli Etruschi dall’antichità alla contemporaneità. Nel prossimo appuntamento del ciclo “Gli Etruschi senza Mistero“, in programma per giovedì prossimo alle ore 17.00, dopo aver affrontato il tema spinoso delle origini, si esplorerà quello altrettanto affascinante della loro eredità, con la conferenza “La fortuna degli Etruschi: dall’antichità al medioevo”a cura di Valentino Nizzo, etruscologo e direttore del Museo di Villa Giulia.

In un percorso che si snoderà, idealmente, tra due capolavori della bronzistica come l’arringatore e la lupa capitolina, verranno affrontate le testimonianze più importanti legate alla persistenza della cultura e dell’immaginario etrusco tra l’epoca romana e il tardo medioevo. Dalla profezia della ninfa (lasaVegoia, alle passioni di Claudio, l’imperatore “zucchificato”; dalle speranze riposte negli ultimi aruspici al tempo del sacco di Alarico, alle persistenze della disciplina etrusca nella tarda antichità; senza tralasciare il dibattito sull’autenticità del simbolo stesso della Capitale, la Lupa Capitolina, o il retaggio degli Etruschi alle soglie del Rinascimento.

«È in verità impressionante il constatare che, per due volte nel VII secolo a.C. e nel XV d.C., pressoché la stessa regione dell’Italia centrale, l’Etruria antica e la Toscana moderna, sia stata il focolaio determinante della civiltà Italiana».

Con queste parole Jacques Heurgon, uno dei massimi etruscologi del XX secolo, rifletteva con stupore quasi entusiastico sulla mirabile coincidenza tra la grandezza delle genti toscane nel periodo cosiddetto Orientalizzante, prima, e in quello Rinascimentale, poi. Perché allora non coinvolgere un pubblico il più ampio possibile in una riflessione sul mondo etrusco, nella cornice di una delle Ville più importanti e suggestive del Rinascimento italiano, scelta come dimora per la raccolta più rappresentativa al mondo di materiali relativi al popolo etrusco? Così è nata l’idea di promuovere e ospitare presso la Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia un ciclo di “lezioni” volte ad approfondire, anche alla luce delle più recenti scoperte archeologiche, gli aspetti di maggior interesse della storia e della cultura degli Etruschi, cercando di sfatare qualche “mito” e di svelare qualche presunto “mistero”, senza nulla togliere al fascino che avvolge da secoli una delle civiltà più importanti dell’Italia preromana.

Il ciclo di conferenze è curato da Valentino Nizzo, Direttore del Museo.