Sardegna, la necropoli di Montessu: ecco le “case delle fate” viste col drone [VIDEO]

Montessu è una delle più significative necropoli di epoca prenuragica in Sardegna

Montessu

Scavata in un anfiteatro trachitico naturale, in posizione dominante una fertile piana, Montessu è una delle più significative necropoli di epoca prenuragica in Sardegna. E’ costituita da una quarantina di tombe del tipo a domus de janas (letteralmente “casa delle fate” o “casa delle streghe”), differenti per planimetria e grandezza. Particolarmente rilevanti per le dimensioni e l’elaborata architettura sono due tombe, considerate tombe-santuario per la pratica del culto degli antenati: Sa Cresiedda (“la chiesetta”) e Sa Grutta de is procus (“la grotta dei porci”), situate alle estremità dell’anfiteatro roccioso. Sono caratterizzate, nella parte frontale, da allineamenti megalitici disposti a semicerchio, da ingressi alti circa due metri e da un ampio padiglione che fungeva da vestibolo che immette, attraverso tre aperture, alla camera mortuaria. Quest’ultima – spiega il Mibact – è ripartita da robusti divisori nei quali si aprono a traforo i portelli disposti in un suggestivo schema a spirale simboleggiante gli occhi. A queste due tombe se ne affiancano altre due non altrettanto imponenti, ma molto significative dal punto di vista della simbologia religiosa neolitica: la cosiddetta “tomba delle spirali” e la tomba detta “delle corna”. Esse presentano, incisi o in rilievo, una ricca varietà di motivi decorativi: “denti di lupo” in ocra rossa, il colore del sangue e della rigenerazione, spirali simboleggianti gli occhi o i seni della dea madre, festoni, motivi curvilinei a candelabro, la falsa porta che indica il passaggio nell’aldilà, corna di varia forma, che rinviano al culto del dio toro.

Ecco le immagini dall’alto catturate da Corrado Mascia: