Ecco come funziona il pulsante ‘Take me home’: l’innovazione che salva gli astronauti dispersi nello spazio

L'innovazione sarà inserita nelle tute spaziali e contribuirà alla sicurezza degli astronauti che passeggiano nello spazio aperto

astronauta nello spazio

Perdersi nello spazio è l’incubo di qualunque astronauta, ma presto potranno dormire sonni tranquilli. Gli ingegneri hanno depositato un brevetto per un sistema di ritorno automatico nelle tute spaziali per garantire la sicurezza degli astronauti che passeggiano nello spazio. Questo sistema è, essenzialmente, un pulsante ‘Take me home’.

Il capo inventore Kevin Duda, ingegnere di sistemi spaziali presso il Charles Stark Draper Laboratory di Cambridge, Massachusetts, ha studiato gli astronauti e la vita sulla Stazione Spaziale Internazionale. Duda ha spiegato che il sistema di ritorno automatico è in grado di determinare una posizione precisa in un ambiente spaziale ostile dove il GPS non è disponibile. È in grado di calcolare una traiettoria di ritorno ottimale che tenga conto del tempo, del consumo di ossigeno, della sicurezza e delle esigenze, ed è in grado di guidare con sicurezza un astronauta disorientato e probabilmente inconsapevole.

Séamus Tuohy, direttore dei sistemi spaziali del Draper, ha dichiarato che la tecnologia di ritorno automatico è un tardivo passo in avanti nelle tute spaziali: “L’attuale tuta spaziale non presenta una soluzione di navigazione automatica – è puramente manuale – e questo potrebbe rappresentare una sfida per i nostri astronauti se si trovano in emergenza”. Secondo il brevetto il sistema ‘Take me home’ può essere configurato per monitorare il movimento, l’accelerazione e la posizione del componente dell’equipaggio rispetto a un oggetto fisso, come un veicolo spaziale in orbita che lo accompagna.

I moduli di navigazione, guida e controllo del sistema possono adattarsi a vari scenari. Per esempio, il modulo di navigazione può essere configurato utilizzando il GPS, la navigazione visuale o un sistema di localizzazione. Inoltre, per migliorare il posizionamento e l’orientamento degli astronauti è stato sviluppato un software che unisce i dati dai sistemi di navigazione visuale e inerziale e che beneficia dei vantaggi di entrambi gli approcci di rilevamento.

Il sistema ‘Take me home’ può essere d’aiuto anche qui sulla Terra. Per esempio, indumenti dotati di sensori e altre tecnologie intelligenti potrebbero costituire una misura di sicurezza aggiuntiva per i primi soccorritori e i vigili del fuoco mentre si muovono in ambienti pieni di fumo. La tuta spaziale potrebbe assistere anche i paracadutisti e i sommozzatori che potrebbero essere disorientati in acque profonde.