Tecnologia: i nativi digitali sono poco esperti di pagamenti digitali

Gli intervistati sono tutti, per età anagrafica, nativi digitali, ma su cosa significhi esserlo hanno opinioni molto diverse

In un periodo dell’anno caratterizzato da volumi di acquisto elevati, come quello natalizio, preceduto dal Black Friday e seguito da quello dei saldi, è interessante capire quali sono gli stili di spesa dei ragazzi e quali gli strumenti di pagamento che i ragazzi preferiscono usare online.

La Fondazione per l’Educazione finanziaria e al Risparmio (Feduf), nella sua attenzione continua ad indagare abitudini, stili di vita e tendenze del mondo dei più giovani in relazione alle loro attitudini rispetto al denaro e al risparmio, in collaborazione con IPR Marketing, ha condotto, durante l’ultima edizione del Salone dei Pagamenti, un instant poll ponendo 10 domande a risposta multipla sul tema dei pagamenti digitali a circa 200 ragazzi di età compresa tra 14 e 17 anni.

I risultati

Dalle loro risposte emerge che si fidano della tecnologia perché semplifica la vita; ritengono comodo e sicuro l’uso di pagamenti digitali ma non sono ben informati sulle novità e sull’attualità (alcuni conoscono le criptovalute, ma non sanno definirle correttamente); nella quasi totalità dei casi non si danno un budget preventivo di spesa quando affrontano un’esperienza di acquisto online e, pur consapevoli degli aspetti positivi legati all’uso della moneta elettronica, la ritengono più rischiosa del contante.

Al di là delle varie risposte – dichiara Giovanna Boggio Robutt, Direttore Generale della Fondazione per l’Educazione finanziaria e al Risparmio – emerge certamente che il nostro sforzo di educazione finanziaria sulle nuove generazioni deve continuare, anche e soprattutto per sensibilizzare i giovani a un uso consapevole del denaro, che proprio grazie alla tecnologia è meglio gestibile: sono infatti numerosi i dispositivi che oltre a consentire transazioni online in tempo reale permettono di avere sempre sotto controllo il proprio budget e di impostare obiettivi di spesa tarati sulla effettiva disponibilità finanziaria.”

Come si percepiscono i nativi digitali

Gli intervistati sono tutti, per età anagrafica, nativi digitali, ma su cosa significhi esserlo hanno opinioni molto diverse: avere la vita più facile grazie alla tecnologia (33%); vivere parallelamente online e offline (30%); poter fare qualunque cosa attraverso un dispositivo mobile (25%); considerare la rete un universo esperienziale (20%). Colpisce l’eterogeneità delle risposte e il fatto che un quarto dei ragazzi attribuisca ai dispositivi mobili una sorta di potere illimitato che consente di fare qualunque cosa.

Quanto spendono?

Ma quanto sono disposti a spendere i nostri ragazzi (14-17 anni) online? A questa domanda gli intervistati hanno risposto solo nel 9% dei casi indicando un limite di spesa di 100 euro, mentre per la quasi totalità non c’è un tetto di spesa predefinito prima di compiere un acquisto. Per il 61%, infatti, dipende da quello che si cerca, per il 16% qualunque cifra se si trova quello che si vuole e un altro 8% non si pone limiti di spesa.

Come pagano

I metodi di pagamento che i ragazzi segnalano come preferiti per gli acquisti online sono la carta prepagata (35%) e Paypal (30%); seguono carta di credito (15%), contanti alla consegna (10%), wallet su smartphone (3%) e, infine, bitcoin e criptovalute (2%).

Le criptovalute

La domanda sulle criptovalute (alla quale ben il 55% del campione non risponde) dimostra che i ragazzi hanno le idee confuse, a cominciare dal numero di quelle esistenti: una, il bitcoin (16%); circa una decina (12%); circa 50 (11%) e circa 100 (6%). Le criptovalute sono considerate: uno strumento di pagamento innovativo (37% dei ragazzi), una forma di investimento che garantisce alti guadagni (15%), una merce di scambio per il crimine informatico (12%). Anche qui, il 36% del campione non risponde.

I vantaggi della moneta elettronica

La maggioranza dei ragazzi è concorde nell’indicare come maggiore vantaggio dell’uso della moneta elettronica il fatto che tutto è tracciabile (56%), che favorisce la legalità (44%), che è comoda e sicura (40%) e che rappresenta uno strumento più sostenibile dal punto di vista economico e ambientale (31%). Su cosa si intenda per pagamenti digitali, invece, nessun dubbio (o quasi): per il 61% significa pagare attraverso l’uso di carte e applicazioni e per il 35% pagare qualunque cosa senza contanti.  Solo il 15% indica come risposta pagare con i bitcoin e le criptovalute.