Ambiente, Kyoto Club: “Un passo avanti la richiesta di innalzamento del target rinnovabili votata dal Parlamento Europeo”

Mercoledì 17 gennaio il Parlamento europeo ha chiesto di innalzare i target sulle energie rinnovabili al 2030 sino al 35% anziché al 27% come prevede la proposta della Commissione

energie rinnovabili

Ieri, mercoledì 17 gennaio, la plenaria di Strasburgo si è espressa sulle nuove direttive sulle energie rinnovabili chiedendo target più alti di quelli previsti dalla Commissione per le rinnovabili al 2030: il 35% contro il 27%. In Italia, nel frattempo, si attende ancora il decreto sulle energie rinnovabili che sarebbe dovuto uscire entro il dicembre del 2016. “Il governo italiano latita – sono le parole di Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club – dopo avere emanato una Strategia energetica nazionale troppo timida su questo punto (solo il 28% al 2030) non sta facendo il suo dovere: emanare cioè il decreto che si attende dalla fine del 2016 che normi gli incentivi, le semplificazioni burocratiche, i contingenti da
mettere ad asta delle fonti rinnovabili non fotovoltaiche e riapra i registri per gli impianti più piccoli”. La proroga continua della misura sulle rinnovabili crea confusione e getta le imprese del settore nell’incertezza, contribuendo alle mancate occasioni di sviluppo e di lavoro all’intero sistema Paese.
La strada invece dovrebbe essere una e una sola per l’Italia e per l’Europa – ha aggiunto il Vicepresidente di Kyoto Club – per rispettare gli accordi di Parigi bisogna scommettere sulle rinnovabili che grazie all’innovazione tecnologica hanno costi sempre più bassi e competitivi nei confronti dei fossili e spingere su autoproduzione e autoconsumo”.
Se da una parte l’Italia fatica con le rinnovabili, è in prima linea per quanto riguarda un altro settore, quello delle plastiche. Il riferimento è alla Strategia della Commissione Europea – presentata il 16 gennaio a Strasburgo – di arrivare a plastiche 100% riciclabili in Europa entro il 2030.
L’Italia per una volta è antesignana – ha specificato Ferrante – grazie al divieto dei sacchetti per la spesa introdotto con un mio emendamento alla legge finanziaria del 2007 ed entrato in vigore nel 2012, c’è stata una riduzione di oltre il 50% di quel tipo di rifiuto altamente inquinante. Un divieto che, come è noto, è stato di recente esteso anche ai sacchi per l’ortofrutta con un provvedimento che ora va completato consentendo il riutilizzo. Inoltre proprio con l’ultima legge di bilancio con gli emendamenti di Ermete Realacci sono ora previsti divieti per cotton fioc e microplastiche nella cosmesi che entreranno in vigore nei prossimi anni.”
Sono sempre più numerose le iniziative in tutto il mondo per limitare e ridurre l’utilizzo di questo materiale – ha concluso Ferrante – le alternative esistono a seconda degli impieghi: dalla carta, alle nuove plastiche ottenente da fonti vegetali e  rinnovabili che sono anche biodegradabili e compostabili”.