Autismo: uno studio identifica il circuito del cervello che controlla il comportamento sociale

I risultati hanno implicazioni anche per malattie diverse dall’autismo, come la schizofrenia e la depressione

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Un nuovo studio dei ricercatori del Gruppo Roche a Basilea ha identificato una regione cerebrale chiave del circuito neuronale che controlla il comportamento sociale. L’ aumento dell’attività di questa regione, chiamata abenula, portava a problemi di carattere sociali nei roditori, mentre diminuire l’attività della regione evitava questo tipo di problemi. Lo studio suggerisce che le difficoltà sociali caratteristiche dei disturbi dello spettro autistico potrebbero derivare dall’alterazione dell’attività in questo circuito e che regolare questo circuito potrebbe aiutare a trattare le carenze sociali del disturbo.

Le ricerche precedenti collegavano la funzione sociale alla regione prefrontale del cervello, ma i circuiti che influenzano il controllo prefrontale del comportamento sociale sono sconosciuti. Quindi i ricercatori hanno attivato la regione prefrontale in esperimenti sui topi ed eseguito uno screening di tutto il cervello per scoprire quale regioni rispondevano. I risultati mostravano cambiamenti dell’attività in regioni collegate al comportamento emotivo, in modo particolare nell’abenula. L’aumentare l’attività dei neuroni nell’abenula riduceva il comportamento sociale dei topi. Il diminuire l’attività dell’abenula evitava i problemi sociali che potrebbero essere indotti attivando la regione prefrontale.

Il Dottor Anirvan Gosh, autore principale dello studio, ha dichiarato: “Comprendere come la funzione cerebrale alterata porti a carenze a livello sociale potrebbe aiutare a sviluppare nuove mirate terapie per il disturbo dello spettro autistico”. I risultati hanno implicazioni anche per malattie diverse dall’autismo, come la schizofrenia e la depressione. Il circuito incorpora le regioni cerebrali coinvolte nella gratificazione e nel piacere, portando gli autori a considerare l’idea che le disfunzioni sociali potrebbero originarsi da una appagamento ridotto dell’interazione sociale. John Krystal, direttore di Biological Psychiatry dove la ricerca è stata pubblicata, ha dichiarato: “È interessante che il circuito coinvolto nel comportamento sociale in questo studio è anche un circuito coinvolto nella biologia della depressione. Forse questo circuito rappresenta un percorso attraverso cui i disturbi delle relazioni sociali contribuiscono a depressione e stati d’animo negativi”.