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Arriva un’eclissi lunare totale molto speciale: sarà una “Superluna blu”, l’ultima è stata 152 anni fa

La prima eclissi del 2018 sarà lunare e si verificherà l’ultimo giorno di gennaio, il 31: sarà un’eclissi totale e riguarderà la seconda Luna piena del mese, che nei Paesi anglosassoni è nota tradizionalmente come “Luna Blu” (“Blue Moon“). Nonostante ciò si ricordi che quando la Luna viene oscurata totalmente dall’ombra della Terra assume invece una colorazione rossastra, tanto che, sempre nei Paesi anglosassoni, è nota come “Blood Moon” (o “Luna di Sangue“) quindi il 31 gennaio 2018 il satellite non diverrà di certo blu.

Once in a blue moon“ è un’espressione ben nota nel mondo anglosassone, in quanto si riferisce a qualcosa che si verifica ogniqualvolta la Luna diventa blu, quindi è come definire un evento “assurdo” o che comunque avviene molto raramente: in realtà due lune piene in un mese del calendario si verificano in media ogni 2,7 anni.

Quella del 31 gennaio sarà inoltre una Superluna, che segue quella di Capodanno, cioè coincideranno due circostanze: il nostro satellite sarà in fase di plenilunio e nel punto più vicino alla Terra lungo la sua orbita. Apparirà quindi un po’ più grande e luminosa del solito.

Un evento astronomico così importante non si verifica da almeno 150 anni.

L’eclissi sarà osservabile (già iniziata al sorgere della Luna) in Asia centro-orientale, in Indonesia, Nuova Zelanda, e gran parte dell’Australia. Alaska, Hawaii e Canada nordoccidentale potranno ammirare l’evento dall’inizio alla fine, nella sua interezza. Nord e Centro America potranno osservare l’eclissi fino al tramonto del satellite. L’Italia sarà purtroppo esclusa. L’eclissi lunare infatti si osserva solo dalle aree del mondo in cui, nel momento in cui l’ombra della Terra oscura il suo satellite naturale, sarà notte.

La fase di totalità durerà ben 77 minuti: la Luna attraverserà l’ombra della parte inferiore della Terra, e di conseguenza, durante la totalità, la parte inferiore della Luna apparirà molto più luminosa di quella superiore.

Dopo il 2018, la prossima volta che una “Luna Blu” passerà attraverso l’ombra proiettata dalla Terra sarà il 31 dicembre 2028 e successivamente il 31 gennaio 2037 (entrambe eclissi totali).

In passato invece l’ultima volta che si è verificata un’eclissi totale di “Luna Blu” è stato il 3 marzo 1866: ne consegue che l’eclissi del 31 gennaio 2018 sarà la prima eclissi totale di “Luna Blu” degli ultimi 152 anni.

Cos’è un’eclissi lunare?

Un’eclissi lunare si verifica solo quando la Luna è in fase di plenilunio: un’eclissi lunare totale può verificarsi solo quando il Sole, la Terra e la Luna sono perfettamente allineati (altrimenti quel che ne risulta è un’eclissi solare parziale o nulla del tutto). Si possono avere perciò vari tipi di eclissi di Luna, a seconda che la Luna entri totalmente (eclissi totale) o parzialmente (eclissi parziale) nel cono d’ombra, totalmente o parzialmente nel cono di penombra (eclissi penombrale).

In genere l’intero evento richiede due ore. Il satellite transita completamente attraverso l’ombra della Terra ed attraversa prima la fase di penombra, poi di ombra e infine, nuovamente la penombra. E’ sicuramente il tipo di eclissi lunare più osservata e la fase più spettacolare è senza dubbio quella centrale.

Le eclissi lunari totali sono qualcosa di eccezionale. Da quando la Luna si è formata, circa 4,5 miliardi di anni fa, si va allontanando dal nostro pianeta (circa 4 centimetri l’anno). La posizione ora è perfetta: la sua distanza dalla Terra è tale che l’ombra di quest’ultima la ricopre completamente, ma delicatamente. Tra miliardi di anni non sarà più così.

Perché “Blue Moon”?

Complesso e leggendario è invece il motivo per cui si parla di “Luna Blu”. Antichi detti e leggende si rincorrono, ecco cosa spiega Nasa Science. Se si dicesse ad uomo dell’epoca di Shakespeare che qualcosa accade “once in a Blue Moon”, cioè ogniqualvolta c’è la Luna Blu, spiega Nasa Science, questa persona non penserebbe affatto ad un fenomeno astronomico, bensì semplicemente a qualcosa di raro e assurdo. Eppure, da allora il significato è cambiato.

Nel Maine Farmer Almanacc, l’almanacco degli agricoltori americani, nel 1940 si cercò di dare una spiegazione, un po’ contorta, alla definizione di Luna Blu, “così contorta -spiegano gli esperti di Nasa Science- che gli astronomi non capirono nulla“. Con l’obiettivo di spiegare le Lune Blu ai profani, ‘Sky & Telescope’ nel 1946 ha pubblicato un articolo intitolato “Once in a Blue Moon”: l’autore James Hugh Pruett citò la dicitura del Maine Farm Almanacco del 1937 che aveva parlato appunto di Luna Blu interpretando così che la “seconda Luna piena in un mese si chiama Blue Moon“. Naturalmente, sottolinea Nasa Science, “non è corretto, ma almeno sembrò chiaro” e la definizione è rimasta. Come dire, la moderna definizione di Luna Blu è nata così. Diverso è il piano scientifico.

La maggior parte delle Lune Blu – spiega Nasa Science – hanno un aspetto grigio chiaro e nero, proprio come la Luna che osserviamo ogni notte e, anche se si verifica una doppia Luna piena in un mese, la seconda non cambia il suo colore“. Tuttavia, avvertono gli scienziati, “in rare occasioni la Luna può davvero diventare blu“, ma dipende da “un’eruzione vulcanica“. Nel 1883, per esempio, è stata osservata una Luna Blu quasi ogni sera dopo che il vulcano indonesiano Krakatoa esplose con la forza di una bomba nucleare da 100 megatoni. Pennacchi di cenere sono saliti fino sull’atmosfera terrestre e la Luna è diventata blu. Dunque il motivo è stato la cenere del Krakatoa. Alcuni dei pennacchi, sottolinea Nasa Science, erano pieni di particelle di larghezza di un micron, circa la stessa lunghezza d’onda della luce rossa. Le particelle di queste dimensioni speciali disperdono fortemente la luce rossa, consentendo contemporaneamente il passaggio della luce blu. Insomma, le nuvole prodotte dall’eruzione del Krakatoa hanno “agito come un filtro blu“. Lune di colore blu sono state osservate nel 1983 dopo l’eruzione del vulcano El Chichon, in Messico e segnalazioni di Lune Blu sono arrivate anche dopo l’eruzione del Monte Sant’Elena nel 1980 e del Pinatubo nel 1991. Anche gli incendi boschivi possono “fare questo trucco” ed un esempio famoso è stato l’imponente incendio del settembre 1953 ad Alberta, in Canada.

Perché la Luna si tingerà di rosso?

Il nostro satellite non solo sarà in fase di plenilunio e alla minima distanza dalla Terra (cosa che le riconosce il titolo di “Superluna“) ma verrà a trovarsi nel cono d’ombra creato dalla Terra, che si frappone tra il satellite e il Sole: questo allineamento Sole-Terra-Luna dà vita a un’eclissi lunare totale.

Spesso si sente parlare di “Luna rossa“, “Luna di Sangue” (“Blood Moon“) e ciò è dovuto al fatto che il satellite assume una particolare colorazione quando attraversa l’ombra proiettata dal nostro pianeta: ma perché diventa rossa e non viene semplicemente oscurata? Ce lo spiega la NASA: il fenomeno avviene perché l’atmosfera della Terra si estende oltre il pianeta e la luce solare la attraversa, raggiungendo la Luna, e “durante un’eclissi lunare totale, la luce solare che colpisce l’atmosfera viene assorbita e poi irradiata verso l’esterno. La luce blu è la più colpita. Ciò significa che l’atmosfera filtra la maggior parte della luce blu. Quel che rimane e la luce arancione e rossa.”

La luce che attraversa l’atmosfera in seguito raggiunge la Luna e viene riflessa poi verso la Terra. La colorazione può variare dal rosso, all’arancione al dorato: tutto dipende dalla presenza e variazione di acqua e particelle presenti nell’atmosfera, come anche dalla temperatura e umidità di questa.

Cos’è la Superluna?

Se la Luna percorresse un’orbita perfettamente circolare attorno alla Terra, la sua distanza dal nostro pianeta sarebbe costante, come anche il diametro apparente della Luna. Dato che però la Luna percorre un’orbita ellittica, ne consegue che non si troverà sempre alla stessa distanza dalla Terra, ma ad una distanza variabile tra un valore minimo (perigeo) a circa 356.410 km, ed un valore massimo (apogeo) a circa 406.740 km. All’apogeo la Luna apparirà leggermente più piccola rispetto a quando si trova al perigeo. La differenza tra i punti di massimo e minimo è di circa 50.000 chilometri, abbastanza per farla apparire in media del 14% più grande e del 30% più luminosa al perigeo. Si tratta di un normale fenomeno dovuto al fatto che la Luna si trova alla minima distanza dalla Terra, un fenomeno ciclico e non raro ma comunque suggestivo.

Il termine Superluna, coniato da Richard Nolle (astrologo), indica dal punto di vista scientifico semplicemente il perigeo lunare. Nolle ha definito la Superluna un “novilunio o plenilunio che si verifica quando la Luna si trova al o vicino (entro il 90% del) punto di minima distanza dalla Terra in una data orbita,” (cioè a 361.836 km di distanza) sicché, in base a questa definizione, si verificano tra 4 e 6 Superlune ogni anno in media.