Ernia ombelicale: cause, sintomi, diagnosi e cura

L’ernia ombelicale è una condizione piuttosto frequente in neonati e bimbi piccoli. Ecco come riconoscerla, diagnosticarla e curarla

L’ernia ombelicale, condizione piuttosto frequente nel neonato e nel bambino piccolo, sebbene possa interessare anche adulti e anziani, è una protusione del rivestimento addominale o di una parte di un organo addominale attraverso l’ombelico. Durante la gravidanza il cordone ombelicale passa attraverso una piccola apertura nei muscoli addominali del bambino… apertura che, in genere, si chiude dopo la nascita. Quando i muscoli non si uniscono completamente nel bel mezzo dell’addome, creano una sorta di debolezza nella parete addominale che potrebbe causare l’ernia ombelicale durante il parto o in futuro. Tra le cause di ernia ombelicale negli adulti: obesità, gravidanze multiple, liquidi nella cavità addominale (ascite), precedenti interventi chirurgici nella zona addominale ecc. Il disturbo causa dolore, gonfiore e bruciore nella zona della protusione… dolore che si accentua con un colpo di tosse, uno starnuto, col sollevamento di carichi pesanti o in caso di complicanze (es. formazioni di aderenze tra l’ernia e la parete addominale o strozzamento dell’ernia stessa.

La diagnosi avviene mediante l’osservazione e la palpazione del paziente da parte dello specialista che potrebbe chiedergli di tossire per verificare l’aumento del dolore durante il colpo di tosse. Tra le indagini strumentali: ecografia, test di imaging a raggi X o a ultrasuoni. Nei neonati, l’ernia ombelicale non deve allarmare, risolvendosi spontaneamente entro 12-18 mesi di vita. Negli adulti il discorso è diverso.

Se non regredisce, aumenta di volume o se vi è il rischio di uno strozzamento, è necessario l’intervento con ricollocazione delle viscere, ricostruzione dell’orifizio ombelicale, saturazione delle fasce addominali, rafforzamento della parete addominale con l’utilizzo di reti in materiale biocompatibile permanente. Se l’ernia è insorta a seguito della gravidanza, di solito rientra spontamente.L’intervento chirurgico potrebbe essere necessario se, dopo 10 mesi dal parto, non sia rientrata.