Alzheimer: un farmaco per il diabete può aiutare a curare la perdita di memoria provocata dalla malattia

"Senza nuovi trattamenti in quasi 15 anni, abbiamo bisogno di trovare nuovi modi per affrontare l’Alzheimer. È imperativo esplorare se i farmaci sviluppati per altre condizioni possano aiutare le persone colpite dalla malattia e altre forme di demenza"

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Una nuova ricerca della Lancaster University nel Regno Unito potrebbe portare notevoli miglioramenti nel trattamento dell’Alzheimer attraverso l’uso di un farmaco originariamente creato per curare il diabete di tipo 2. L’Alzheimer è la causa più comune di demenza e, secondo l’Alzheimer Society, che ha partecipato a sostenere questa ricerca, si prevede che il numero di persone colpite salirà a 2 milioni nel Regno Unito entro il 2051. Il Dottor Doug Brown, direttore di Ricerca e Sviluppo dell’Alzheimer Society, ha dichiarato: “Senza nuovi trattamenti in quasi 15 anni, abbiamo bisogno di trovare nuovi modi per affrontare l’Alzheimer. È imperativo esplorare se i farmaci sviluppati per altre condizioni possano aiutare le persone colpite dalla malattia e altre forme di demenza. Questo approccio alla ricerca potrebbe rendere più rapido l’ottenimento di nuove, promettenti cure per le persone che ne hanno bisogno. Sebbene i benefici di questi farmaci finora siano stati riscontrati solo nei topi, altri studi su farmaci per il diabete già esistenti hanno mostrato una speranza per le persone colpite da Alzheimer. Quindi ulteriori sviluppi di questo lavoro sono fondamentali”.

Questo farmaco migliora notevolmente l’apprendimento, la memoria e i livelli di un fattore di crescita del cervello che protegge il funzionamento delle cellule nervose, riduce la quantità di placche amiloidi nel cervello collegate all’Alzheimer, riduce l’infiammazione cronica e lo stress ossidativo, rallenta il tasso di perdita delle cellule nervose.

Il Prof. Christian Holscher della Lancaster University ha dichiarato: “Studi clinici con una versione più vecchia di questo farmaco avevano già mostrato risultati molto promettenti nelle persone affette dall’Alzheimer o con disturbi dell’umore. Ora dimostriamo che un nuovo farmaco promette un potenziale trattamento per l’Alzheimer ma ulteriori test dose-risposta e ulteriori confronti diretti con altri farmaci devono essere condotti per valutare se questo nuovo farmaco è superiore a quelli precedenti”.

Il diabete di tipo 2 è un fattore di rischio per l’Alzheimer ed è stato implicato nella progressione della malattia. L’alterazione dell’insulina è stata collegata a processi degenerativi cerebrali nel diabete di tipo 2 e nell’Alzheimer. La desensibilizzazione dell’insulina potrebbe giocare un ruolo chiave nello sviluppo di patologie neurodegenerative poiché l’insulina è un fattore di crescita con proprietà neuroprotettive.