Pesticidi: ecco come danneggiano le specie animali in via d’estinzione e anche l’uomo

I gas organofosforati in origine sono stati sviluppati come arma chimica prima della seconda Guerra Mondiale

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Scienziati americani hanno determinato che una famiglia di pesticidi largamente impiegati rappresenta una minaccia per dozzine di specie a rischio o in via d’estinzione, inclusi i salmoni del Pacifico, gli storioni dell’Atlantico e le orche dello Stretto di Puget, situato nello stato di Washington. Il National Marine Fisheries Service ha rilasciato la sua nuova opinione biologica su tre pesticidi organofosforati – clorpirifos, diazinon e malation – dopo una battaglia legale durata diversi anni da parte dei gruppi ambientalisti. Su pressante richiesta dei produttori di pesticidi, l’amministrazione Trump aveva sollecitato un rinvio di due anni della scadenza ordinata dalla Corte per emettere i risultati entro la fine del 2017, ma questo non ha avuto successo.

L’esaustiva analisi federale da 3.700 pagine conclude che clorpirifos e malation mettono a rischio 38 delle 77 specie sotto la giurisdizione del Fisheries Service e che il diazinon mette in pericolo 25 delle stesse specie. Il report fa dettagliate raccomandazioni all’Environmental Protection Agency (EPA) per nuove restrizioni su come e dove i pesticidi possono essere spruzzati per limitare i danni. L’amministratore EPA Scott Pruitt a marzo ha annullato il tentativo dell’era Obama di vietare l’uso del clorpirifos su frutta e verdura dopo che studi accademici avevano scoperto che anche minimi livelli di esposizione potrebbero ostacolare lo sviluppo cerebrale dei bambini.

pesticidiI gas organofosforati in origine sono stati sviluppati come arma chimica prima della seconda Guerra Mondiale. Dow Chemical, nel Michigan, vende il clorpirifos da spruzzare su agrumi, mele, ciliegie e altre coltivazioni dagli anni ’60. È tra i pesticidi agricoli più largamente usati negli Stati Uniti, con Dow che ne vende circa 2.3 milioni di chilogrammi all’anno sul mercato nazionale. I legali della compagnia ad aprile hanno sostenuto che gli studi accademici erano errati. CropLife America, un gruppo commerciale industriale che fa pressioni sulle regolamentazioni sui pesticidi, ha dichiarato che sta ancora revisionando l’opinione del National Marine Fisheries Service. Jay Vroom, CEO di CropLife, ha dichiarato: “Il rifiuto di prolungamento dei tempi richiesto per completare il report ha portato ad un documento che ha il potenziale di creare preoccupazioni esagerate e infondate riguardo le specie a rischio e in via d’estinzione e ha un impatto negativo sui coltivatori e sulla protezione della salute pubblica”.

Una coalizione di ambientalisti e pescatori ha combattuto nei tribunali per oltre un decennio per indurre il governo ad esaminare più approfonditamente il rischio creato per gli uomini e per le specie a rischio da questo tipo di pesticidi. Gli studi hanno mostrato per anni che anche livelli bassi di pesticidi nei fiumi e nei torrenti possono ostacolare la crescita, le abilità natatorie e i sistemi riproduttivi dei salmoni. Livelli potenzialmente pericolosi dI tossine si andrebbero a formare, quindi, nei corpi delle orche, che si nutrono di salmoni.