Fake News, occhio alle ‘bufale’: la polizia postale mette in guardia sul Web

Fake news, come riconoscere una bufala e come difendersi? Lo spiega la Polizia Postale

”Prete ringrazia Allah per gli immigrati e prova amore per l’assassino di Pamela”. Chi non rimarrebbe allibito davanti a un titolo simile? E’ proprio questo lo scopo delle cosiddette fake news contro le quali il Viminale ha recentemente istituito un osservatorio: toccare ”le corde giuste per far indignare il più possibile le persone che leggono”, spiega la poliziotta virtuale Agente Lisa sulla pagina Facebook della Polizia.

Il titolo della notizia, ovviamente falsa, ultima in ordine di tempo, circola sui social e viene segnalata dalla Polizia Postale sul sito ‘commissariatodips’, dove vengono indicate le più incredibili fake news trovate online: tra queste quella che riguarda lo ”scioglimento dell’Arma dei Carabinieri”, con tanto di resoconto delle votazioni della Camera, che “ha così votato:442 si tutti i partiti, nessuno escluso”.

Oppure ”Lo Stato apre una tabaccheria per farla gestire agli immigrati”, o”La Croce Rossa respinge italiano affamato: “Non hai certificato da profugo”. Secondo un’altra bufala “il pagamento del bollo dell’auto in Italia sarebbe illegale, in quanto violerebbe le normative europee. Secondo quanto affermato dalla notizia l’Italia, per tale motivo, sarebbe oggetto da parte dell’Unione Europea di una sanzione annuale.

Si tratta -spiega la Polizia- di una notizia ”acchiappa click”, priva di fondamento, la tassazione sulla proprietà delle autovetture peraltro si paga anche in altri paesi europei come ad esempio la Germania, la Spagna e la Francia”. (segue) ”Si parte da un fatto attuale – spiega l’Agente Lisa – magari inserendo dei dati reali, come persone che esistono davvero e di cui si conosce il nome. E poi si punta sul fatto di sentirsi impotenti di fronte a un’ingiustizia e di volerla portare alla conoscenza di tutti condividendo la notizia condita, a quel punto, da una bella razione di odio o insulti. Altri, leggendo il motivo di tanta rabbia saranno a loro volta spinti a fare lo stesso, preoccupati e indignati. E così via. Quando la notizia verrà smentita sarà sempre troppo tardi, perché sul Web continua purtroppo a valere la regola del ”nel dubbio, condivido…”

Ecco perché, come ricorda la Polizia postale, ”prima di diffondere una notizia, è sempre meglio accertarsi della sua veridicità, a prescindere dalla fonte da cui proviene. E per fare questo è sufficiente Internet; digitando le parole chiave su un qualsiasi motore di ricerca si potrà appurare se si tratta di una fake news oppure no. Come sempre, non è la Rete in sé ad essere fonte di falsità, è solo il modo in cui la usiamo”.