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Attenzione ai fogli di alluminio, possono diventare un pericolo per la salute. Ecco i consigli utili

Il foglio di alluminio è un materiale molto utilizzata per il confezionamento e la conservazione degli alimenti,sicuro per mantenere la salubrità di un alimento. Da tempo però l’alluminio è finito sotto la lente d’ingrandimento per quando riguarda il suo utilizzo. Questo metallo, infatti, può accumularsi nell’organismo anche a basse dosi e scatenando nel tempo problemi alle ossa e al sistema nervoso centrale. La questione sulla pericolosità dell’alluminio riguarda l’uso improprio di tale materiale, proprio per questo in Italia il consumatore è tutelato da una legge nazionale che impone di riportare in etichetta indicazioni chiare che garantiscono un utilizzo sicuro.

In commercio sono stati trovati dei rotoli di alluminio con immagini di cibo cotto al cartoccio con una fetta di limone. Secondo studi scientifici questa pratica di cottura è assolutamente sconsigliata visto che la forte acidità del limone accentua la migrazione del metallo direttamente nel cibo. La trasmissione Patti Chiari (RSI Svizzera) ha dedicato una puntata a questo argomento, riscontrando uno strano comportamento di un’azienda che commercializza lo stesso prodotto con informazioni diverse e tra un Paese e l’altro. Su alcune confezioni si leggono diciture troppo generiche che consigliano di utilizzare l’alluminio “per conservare pesce, verdura, salumi, frutta”. Molti sono anche i suggerimenti sul tipo di cottura di cibi contenenti ad esempio pomodoro in vaschette monouso (altro alimento altamente acido da evitare). Secondo alcuni risultati effettuati dalle analisi si è visto che l’alluminio è migrato in tutti i cibi che erano a contatto diretto con il metallo. Le lasagne preparate in casa, con il pomodoro a diretto contatto con le vaschette, hanno assorbito quantità di alluminio quadrupla (0,486 mg/Kg) rispetto a quelle comprate al supermercato (0,126 mg/Kg). Stessa cosa per il pesce al cartoccio, è stata rilevata una quantità ancora più elevata (2.8 mg/Kg). La dose tollerabile settimanale (TWI) stabilita nel 2008 dall’EFSA, è pari a 1 mg per kg di peso corporeo/settimana, ovvero 20 mg per un bambino di 20 kg e 70 mg per un adulto di 70 kg.

Premesso ciò è importante che il consumatore faccia attenzione seguendo con scrupolo le istruzioni presenti su tutte le confezioni di fogli e di vaschette. Le indicazioni sono chiare:

Per abbassare la possibile esposizione occorre seguire in modo scrupoloso queste istruzioni.