Olimpiadi Invernali 2018: la mascotte è Soohorang, una bellissima tigre bianca

Soohorang non solo ha passione e uno spirito combattivo, ma è anche un’amica affidabile che protegge gli atleti, gli spettatori e tutti i partecipanti dei Giochi Olimpici

La mascotte delle Olimpiadi Invernali 2018 di PyeongChang è una splendida tigre bianca di nome Soohorang. Le mascotte sono diventate uno degli elementi principali del marchio olimpico. Aiutano a descrivere lo spirito olimpico, a trasmettere il tema dei Giochi e a mostrare caratteristiche geografiche distintive, storia e cultura del Paese ospitante.

La tigre e la tigre bianca, in particolare, sono associate alla cultura e alla mitologia coreana. L’animale è considerato sacro e rappresenta l’animale guardiano della Repubblica di Corea. Per gli organizzatori, Soohorang non solo ha passione e uno spirito combattivo, ma è anche un’amica affidabile che protegge gli atleti, gli spettatori e tutti i partecipanti delle Olimpiadi. La mascotte deve il suo nome ad una parola coreana, Sooho, che significa protezione.

Insieme a Soohoran, c’è anche un orso bruno, di nome Bandabi, mascotte delle Paralimpiadi 2018. Le mascotte sono state una caratteristica regolare delle Olimpiadi dai Giochi di Monaco del 1972, dove la mascotte era un bassotto tedesco. Le mascotte fungono da ambasciatrici divertenti e popolari della nazione ospitante.

olimpiadi invernali 2018 mascotteIn origine, le tigri bianche erano il prodotto di un rara variante genetica, che si verificava naturalmente, all’interno della popolazione della tigre del Bengala. Documenti risalenti ad almeno 400 anni fa mostrano che le tigri bianche selvagge vivevano liberamente nelle foreste dell’India. L’ultima tigre bianca selvaggia conosciuta fu uccisa nel 1958. Gli esperti non sanno per quanto tempo le tigri bianche abbiano vagato liberamente nel loro habitat naturale prima che cacciatori di trofei, frammentazione e perdita dell’habitat abbiano eliminato il resto. È rimasta solo la popolazione allevata in cattività, quindi quasi tutte le tigri bianche in vita oggi si sono originate da un’unica tigre bianca che è stata catturata nel 1951. Da allora le tigri bianche sono state incrociate.

Gli animalisti sono d’accordo sul fatto che le tigri bianche non dovrebbero essere pubblicizzate. Il Wildcat Sanctuary sostiene che la mascotte scelta promuoverà ulteriormente un animale compromesso, geneticamente incrociato, che gli allevatori e gli espositori continuano a sfruttare e incrociare per il loro profitto. Secondo l’organizzazione, per conservare questo gene recessivo, gli zoo e gli allevatori devono continuamente incrociare gli animali. Il numero medio di cuccioli nati per avere un cucciolo di tigre bianca sano è 1 su 30.

tigre bianca olimpiadi invernali 2018Secondo Julie Hanan, di Wildcat Sanctuary, il tasso di mortalità neonatale supera l’80% per le tigri bianche. Questo significa che un eccesso di tigri arancioni e tigri bianche imperfette nate nel processo sono spesso indesiderate ed eliminate. L’incrocio deliberato ha conservato la colorazione recessiva degli animali, ma ha anche portato ad un’ampia gamma di problemi di salute. Questo incrocio ha causato molti problemi genetici come labbro leporino, scoliosi della colonna vertebrale, compromissione mentale e strabismo.

Hanan aggiunge: “Quando le tigri bianche vengono messe in mostra, si incoraggia l’incrocio irresponsabile necessario per rifornire questa industria abusiva. Questa mania della tigre bianca è anche la grande ragione per la quale abbiamo più tigri arancioni in gabbia negli Stati Uniti oggi che tigri lasciate libere in natura”. Le probabilità non sono a favore di una loro sopravvivenza all’infanzia, soprattutto se in libertà; il loro mantello bianco non funziona bene per mimetizzarsi da un predatore che deve cacciare per sopravvivere.