Il Parlamento Europeo ha deciso: l’ora legale resta, e chiede di “valutare un’eventuale revisione in modo approfondito”

Non passa a Strasburgo la richiesta di modificare l’ora legale: a marzo e ottobre di ogni anno, i cittadini dell’Unione continueranno a spostare le lancette dell’orologio. Il Parlamento Europeo infatti, ha bocciato la richiesta di interrompere il cambiamento semestrale dell’ora, che era stata proposta da diversi deputati, anche se ha chiesto una “valutazione approfondita” alla Commissione sugli effetti che puo’ avere il cambio dell’ora anche sulla salute delle persone. In una risoluzione approvata con 384 voti a favore e 153 contrari, l’Europarlamento “invita la Commissione a condurre una valutazione approfondita” della direttiva del 2000 che fissa il passaggio tra ora solare e ora legale” e “se necessario a formulare una proposta di revisione”, ma con un emendamento e’ stata modificata la proposta iniziale del testo, che prevedeva di chiedere alla Commissione di “interrompere l’attuale cambiamento semestrale dell’ora proponendo una modifica della direttiva”. Il testo della risoluzione dell’Europarlamento, che non ha valore vincolante per la Commissione, e’ stato profondamente modificato rispetto alla proposta iniziale. Oltre a cancellare la richiesta di abolire il cambiamento semestrale dell’ora, i deputati europei hanno eliminato le critiche piu’ severe sugli effetti negativi dell’ora legale. Nella risoluzione adottata infatti, l’Europarlamento sottolinea che numerosi studi scientifici “non sono riusciti a giungere a conclusioni definitive”, anche se “hanno segnalato l’esistenza di effetti negativi sulla salute umana”.

Durante il dibattito in aula, la commissaria ai Trasporti, Violeta Bulc, aveva lanciato un appello agli europarlamentari affinche’ non modificassero il sistema attuale, perche’ uscire da un sistema armonizzato sarebbe “dannoso per il mercato interno”. Bulc ha anche spiegato che in una recente riunione dei governi dei 28 in cui e’ stata affrontata la questione l’ora legale – il Consiglio Trasporti di dicembre – solo uno Stato membro si e’ detto a favore di modificare lo status quo. All’Europarlamento il fronte contrario all’ora legale e’ composto soprattutto da deputati provenienti dalla Finlandia, dalla Svezia, dalla Germania e dai paesi dell’Est, che hanno lanciato la loro offensiva contro il cambio dell’ora basandosi su uno studio dei Servizi di ricerca del Parlamento europeo dell’ottobre 2017, che a sua volta si richiama a una ricerca realizzata dal Tab, un istituto di ricerca indipendente che fornisce consulenze al Bundestag tedesco. Storicamente, la letteratura scientifica aveva sottolineato soprattutto i vantaggi dell’ora legale (piu’ ore di sole significa maggiore esposizione alla vitamina D e piu’ attivita’ fisica all’aperto) mentre minimizzava le conseguenze negative (gli effetti erano considerati paragonabili a quelli di un “jetlag” minore – il passaggio da un fuso-orario all’altro – con alcuni problemi di concentrazione e fatica). Tuttavia, secondo il Tab tedesco, la letteratura scientifica piu’ recente suggerisce che il ritmo biologico si aggiusta meno lentamente al passaggio all’ora legale. Per alcune persone le conseguenze si fanno sentire per settimane. Altre sembrano non adattarsi mai all’orario estivo. Per contro gli effetti del ritorno all’ora solare pongono meno problemi. Nel settore dell’energia, invece, la recente letteratura scientifica conferma gli effetti in termini di risparmio marginale dell’ora legale, dice lo studio dell’Europarlamento. Ma questi risparmi sono relativamente bassi (0,34% del totale dell’energia consumata) con variazioni significative tra gli Stati membri. In altri settori economici, come i trasporti e l’agricoltura, l’ora legale non sembra avere impatti. Obiettivo dell’ora legale e’ di capitalizzare la luce naturale del giorno. L’idea del cambio di orario e’ attribuita al britannico William Willett e al suo libro “The Waste of Daylight”, pubblicato nel 1907, per promuovere l’ora legale per abbassare i costi dell’illuminazione e aumentare l’attivita’ all’aperto. Il primo progetto di legge sull’ora legale venne presentato alla Camera dei Comuni nel 1908, ma fu bocciato per l’opposizione della comunita’ scientifica e degli agricoltori. L’ora legale venne istituita per la prima volta nel 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, dalla Germania, subito seguita da altri paesi europei e dagli Stati Uniti.