Ecco le tre età della donna: dimmi quanti anni hai e ti dirò quale trattamento fare

Botulino, filler e laser sono ottimi, ma è necessario sapere dove, come e quando. Ogni età infatti ha il suo trattamento estetico

Cosa può fare la medicina estetica per le donne ad ogni età?

Al tempo non si sfugge ma si può renderlo più clemente grazie ai trattamenti estetici che coinvolgono donne giovani e donne più mature.

Botulino, filler e laser sono ottimi, ma è necessario sapere dove, come e quando. Ogni età infatti ha il suo trattamento estetico.

Le giovani donne dai 20 ai 30 anni, tendono a scegliere trattamenti per correggere alcuni tratti del volto: il naso, le labbra ad esempio, e non certo per contrastare l’invecchiamento della pelle che è ancora giovane e compatta. 

Dai 30 ai 40 anni, si pensa a soluzioni che preservino la cute,  ad un’azione preventiva. Per la fascia 40-50 anni si punta a trattamenti con azione di ripristino della pelle e dei tratti del volto.

«La bellezza deve essere moderazione, spiega Giuseppe Sito, Vicepresidente di AITEB –  nessuno spazio all’esagerazione o a soluzioni aggressive che anziché abbellire stravolgono il volto.

Le donne giovani in genere scelgono di modificare le proprie labbra, ma attenzione, tante correzioni fatte in modo approssimativo e vistoso che incrociamo spesso camminando per strada, ignorano alcune regole di base che riguardano, ad esempio, le corrette proporzioni anatomiche tra labbro superiore e labbro inferiore e l’armonia delle labbra con il resto del viso».

«Per ottenere labbra più carnose – spiega Guido Dalla Costa – dermatologo, chirurgo estetico e plastico AITEB, si iniettano nello spessore i filler – ad esempio acido ialuronico– nello spessore del labbro rosso, al confine tra mucosa bagnata e mucosa asciutta. Si può intervenire anche sul profilo, ovvero quel leggero rilievo al confine tra vermiglio (labbra rosso) e labbro bianco, il white roll che nel labbro giovane è rivolto verso l’alto.  Se questo è appiattito è possibile ridargli volume o ridefinirlo rilasciando una sottile “linea” di acido ialuronico. Può essere utile il botulino (in minima dose) che completi l’operazione per conferire l’effetto del labbro che “guarda” verso l’alto.

E’ frequente che compaia il “codice a barre” o “ruga del fumatore”. Le rughette che si formano nella parte sovrastante il labbro superiore, si possono trattare o con i filler, oppure, nelle forme meno evidenti, con piccole dosi di botulino a completamento».

Altro trattamento richiesto è la correzione del naso. È bene ricordare che i nasi all’insù non sono più tanto amati, si cerca il naso ‘normale’ proiettato in avanti, e si possono correggere alcuni difetti del naso anche senza ricorrere alla chirurgia.

« Si calcola che il 5-10% delle rinoplastiche necessitino di ritocchi successivi – prosegue Dalla Costa –  Perché sottoporsi a un altro intervento? In molti casi la via degli iniettabili usati congiuntamente è la più semplice e meno dolorosa, ma è bene ricordare che risolvono gli inestetismi del naso ma non i problemi funzionali. 

E ancora: quali sostanze vanno applicate? Dove? Perché? Il filler toglie la “gobba” riempie i vuoti o gli schiacciamenti del naso. Il botulino iniettato alla base del naso, blocca temporaneamente il piccolo muscolo (depressore) che fa abbassare la punta e la alza con risultati efficaci e duraturi».

Cosa si può fare tra i 30 e i 40 anni? «Statisticamente – spiega ancora Sito –  le prime correzioni richieste sono l’appianamento delle rughe naso-geniene, quelle che dal naso scendono verso le labbra, più frequenti nei visi lunghi. Cominciano a comparire le rughe perioculari, le “zampe di gallina”.  Si tende a correggere la glabella (ruga che si forma tra le arcate sopracciliari), le rughe della fronte e si utilizza il botulino. La biorivitalizzazione va cominciata prima dei 40 anni per dare alla pelle una texture più adatta a crescere ad invecchiare meglio. «Sono sufficienti due sedute all’anno – chiarisce Giuseppe Sito –. Si somministra una base di acido ialuronico, amminoacidi vitamine, minerali, antiossidanti. La cosiddetta “ruga della marionetta” – il cedimento delle guance – si forma intorno ai 40 anni. Si può trattare con botulino, filler e fili di trazione».

Cosa scegliere tra i 40 e i 50 anni?  «A partire dai 40-50 anni emergono le rughe più profonde per le quali valgono gli stessi trattamenti efficaci tra i 30 e 40, ma vanno rafforzati gli zigomi con filler e, nel caso, si può optare per la prima blefaroplastica superiore, intorno ai 44-45 anni. Solo oltre i 50 anni, anzi, meglio verso i 60 – conclude Sito si può pensare alla blefaroplastica totale e ai lifting che in Italia si praticano  molto più tardi rispetto all’America dove è consuetudine sottoporsi al primo lifting già a 40 anni, come a dire “così nessuno non si accorge che invecchio…».