23 Aprile, San Giorgio: vita, storia e curiosità sul martire cristiano

Alla figura di San Giorgio è legata la famosa leggenda del drago, che, nell'immaginario popolare, voleva significare il trionfo del cristianesimo sulla violenza disumana del male

San Giorgio è un martire del III o IV secolo, originario della Cappadocia, diventa un ufficiale dell’esercito romano. Convertito dalla madre al cristianesimo, rinuncia al suo rango e, imprigionato a causa della fede, affronta con fermezza il martirio.

Alla sua figura è legata la famosa leggenda del drago, che, nell’immaginario popolare, voleva significare il trionfo del cristianesimo sulla violenza disumana del male.

Nel Medioevo San Giorgio diviene il protettore dei cavalieri e i re d’Inghilterra, a cominciare da Riccardo Cuor di Leone, lo eleggono a patrono della casa reale e della loro terra.

Ecco di seguito alcune curiosità sul martire cristiano:

  1. Secondo i Passio sancti Georgii, San Giorgio nacque intorno al 280 in Cappadocia (regione odierna della Turchia), ma si trasferì poi in Palestina, dove si arruolò nell’esercito dell’imperatore Diocleziano, che lo considerava così valoroso da renderlo sua guardia del corpo. Peccato che il martirio avvenne poi sotto Diocleziano stesso, in quanto il Santo si rifiutò di giurare fede agli dei, ma si professò cristiano.
  2. La leggenda narra che Giorgio, dopo essere stato gettato in carcere, ebbe una visione di Dio che gli predisse sette anni di tormenti, in cui sarebbe morto e risorto per tre volte.
  3. san-giorgio-e-il-dragoLa leggenda aurea narra che, nella città di Salem, in Libia, vi fosse uno stagno in cui abitava un enorme drago che uccideva con il fiato tutte le persone che incontrava. Quando la principessa Silene rischiava di morire a causa del mostro, il prode cavaliere Giorgio la salvò, intimando «Iddio mi ha mandato a voi per liberarvi dal drago: se abbraccerete la fede in Cristo, riceverete il battesimo e io ucciderò il mostro». Convertiti il re e la popolazione, San Giorgio uccise il drago e lo fece trascinare via dalla città da quattro buoi.
  4.  La leggenda di San giorgio contro il drago divenne popolare soprattutto durante il medioevo, epoca in cui iniziò a rappresentare la lotta del bene contro il male, incarnando gli ideali della cavalleria. In questo periodo, il culto verso il Santo si diffuse in tutto l’Occidente e nell’Oriente bizantino, dove è conosciuto come il «trionfatore».
  5. Il nome di San Giorgio era storicamente invocato contro la peste, la lebbra, le streghe, i serpenti velenosi e la sifilide.
  6. In Italia, il culto di San Giorgio è diffusissimo e sono più di 100 i comuni di cui è patrono. Tra questi: Reggio Calabria, Ferrara, Ragusa e Campo basso.
  7. Non solo in Italia, San Giorgio è infatti venerato in molte altre parti del mondo: è patrono dell’Inghilterra, del Portogallo, della Georgia, del Montenegro, dell’Etiopia e della Lituania.
  8. casa batlloCasa Batllò, il celebre ed estroso edificio progettato da Antoni Gaudí, è dedicato a San Giorgio. Il culto del Santo è effettivamente molto popolare in Catalogna: lo scambio delle rose, tradizione del 23 aprile, affonda le sue radici proprio in una versione tutta spagnola della leggenda di San Giorgio e il drago.
  9. Non tutti sanno che San Giorgio occupa un posto anche nell’agiografia islamica, in cui ricopre l’onorevole ruolo di Profeta. Questo, a dimostrazione della popolarità del Santo sia in Oriente che in Occidente.
  10. San Giorgio è il patrono, tra l’altro, degli Scout e delle Guide. La simbologia a lui legata è infatti quella del cavaliere, immagine del bene,  che sconfigge il male. Nella tradizione italiana, a Festa di San Giorgio è dedicata al rinnovo della promessa.