Archeologia, Pompei: trovato scheletro di un bimbo nel complesso delle Terme Centrali

"Pompei è a una svolta per la ricerca archeologica per le scoperte eccezionali che regalano forti emozioni come questo ritrovamento"

LaPresse/AbacaPress

In un ambiente del grande complesso delle Terme Centrali negli scavi di Pompei, è stato rinvenuto lo scheletro di un bambino di 7-8 anni, giovane vittima dell’eruzione.
Il rinvenimento è avvenuto durante la pulizia di un ambiente di ingresso: al di sotto di uno strato di circa 10 cm, è affiorato prima il piccolo cranio e in un secondo momento le ossa, disposte in maniera raccolta.

I resti sono stati rimossi e trasferiti al Laboratorio di Ricerche applicate del Parco Archeologico di Pompei.

Gli ambienti delle Terme erano stati al centro di campagne di scavi tra il 1877 e il 1878 e probabilmente lo scheletro doveva essere già stato individuato ma non portato alla luce perché lo strato vulcanico non permetteva la realizzazione di un calco. Le Terme Centrali, poste all’incrocio tra via di Nola e via Stabiana, si sviluppano sullo spazio di un intero isolato, l’insula 4 della Regio IX.

Pompei è a una svolta per la ricerca archeologica per le scoperte eccezionali che regalano forti emozioni come questo ritrovamento e anche perché si è consolidato un nuovo modello di approccio scientifico che affronta in maniera interdisciplinare le indagini di scavo. Un team di professionisti specializzati quali archeologi, architetti, restauratori ma anche ingegneri, geotecnici, archeobotanici, antropologi, vulcanologi lavora stabilmente, fianco a fianco e con il supporto di risorse tecnologiche all’avanguardia, per non lasciare al caso nessun elemento scientifico, e ricostruire nella maniera più accurata possibile un nuovo pezzo di storia,” ha spiegato Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico di Pompei.