Digitalizzazione: dallo spazio un aiuto per conservare antichi testi vaticani

La Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata nel 1475, è una delle più antiche del mondo

Presentati oggi i primi risultati della collaborazione nata 5 anni fa tra l’Agenzia Spaziale Europea e la Biblioteca Apostolica Vaticana, il cui scopo è facilitare la conservazione del patrimonio scientifico e culturale delle due istituzioni.

Secondo Cesare Pasini, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, “l’obiettivo e’ digitalizzare gli 82.000 manoscritti vaticani, al momento siamo a circa il 15% del totale“.

Il progetto facilita la conservazione e l’accesso futuro alle antiche collezioni della Biblioteca Vaticana grazie a un software sviluppato negli anni 70 da Nasa ed Esa per archiviare la grande mole di dati raccolta dalle missioni spaziali,” rileva Josef Aschbacher, direttore del centro Esa per l’Osservazione della Terra Esrin di Frascati.

Grazie ai progressi nella tecnologia di archiviazione dei dati è possibile infatti conservare a lungo termine le immagini in formato elettronico.

La Biblioteca Apostolica Vaticana, fondata nel 1475, è una delle più antiche del mondo: ospita circa 82.000 manoscritti e codici, alcuni dei quali vecchi risalenti a 1.800 anni fa.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) acquisisce da anni dati satellitari per l’osservazione della Terra, del Sistema Solare e del nostro Universo. Questi dati rappresentano oggi una risorsa unica e preziosa per l’umanità la cui conservazione a lungo termine e messa a disposizione degli scienziati con tecnologie all’avanguardia, sono un obiettivo primario dell’ESA.

Le prossime attività di cooperazione si concentreranno sulla standardizzazione del formato FITS, software sviluppato negli anni 70 da NASA ed ESA, e sull’accessibilità congiunta di dati spaziali ed umanistici attraverso piattaforme e tecnologie innovative che faciliteranno innovazione e valorizzazione.