Euroflora 2018 racconta i fiori d’amore e altre rarità: particolarità vegetali e floreali dai Giardini e Orti botanici italiani

E' un'isola di vere rarità l'area (D31) quella realizzata dal Gruppo Giardini Botanici d'Italia ad Euroflora 2018

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E’ un’isola di vere rarità l’area (D31) quella realizzata dal Gruppo Giardini Botanici d’Italia, con la regia di Genova, insieme a Cagliari, Modena, Palermo, Pavia, i liguri Hanbury di Ventimiglia e Pratorondanino di Campo Ligure e alla Rete degli Orti Botanici della Lombardia, ad Euroflora 2018, quest’anno presente nei Parchi e Musei di Nervi dal 21 aprile al 6 maggio, anche perché la flora spontanea italiana è la più ricca d’Europa con 8.000 specie diverse.

Si comincia con un angolo particolare dove l’Orto Botanico di Modena grazie un’inconsueta antologia di brani letterari, immagini artistiche presenterà i fiori che nei secoli hanno parlato d’amore, seduzione e corteggiamento: come garofano, rosa, caprifoglio, edera, mirto, rosmarino e molti altri.

Direttamente dall’Orto Botanico di Palermo, sono arrivate oltre dieci specie endemiche della Sicilia e delle piccole isole circumsicule (Marettimo e Lampedusa). Di particolare interesse è l‘Abete dei Nebrodi, una specie che era stata considerata estinta; dopo la scoperta nel 1957 di una trentina di piante, attraverso un progetto europeo coordinato dal Parco delle Madonie dal 2000 a oggi negli orti botanici e arboreti specializzati hanno oltre 3.000 piantine di questa specie esclusiva.

Sempre dalla Sicilia arriva la Zelkova siciliana, una specie descritta per la prima volta nel 1992, di cui si conoscono solo 250 esemplari sparsi nei Monti Iblei su una superficie inferiore a un campo da calcio considerata tra le 50 specie più minacciate dell’area mediterranea.

Per la Liguria i Giardini Botanici Hanbury e l’Orto Botanico di Genova illustrano due fra le specie esclusive della Riviera di Ponente: la Campanula di Savona e il Campanellino di Nizza, specie protette a livello europeo oggetto di interventi di ripopolamento. L’Orto Botanico di Pavia presenta, tra le altre, una particolare varietà del tè, Camellia sinensis f. ticinensis, selezionata alla fine del 1800, capace di resistere alle gelate della Pianura Padana e il Quadrifoglio acquatico, un tipo di felce, che, con la riduzione di risaie e canali, ha rischiato di scomparire.

L’Orto Botanico di Genova, in collaborazione con quello di Pavia e la Fondazione per l’Oltrepò pavese, presenta un “display garden”, cioè un mini-giardino di specie autoctone, fornite da Flora Conservation. Tra l’altro simili allestimenti sono in corso, presso aziende agrituristiche, come attrazione culturale per l’ecoturismo nell’ambito del progetto CARIPLO Attivare e “Oltrepò Biodiverso”. La collettiva degli Orti Botanici e dei Giardini storici della Società Botanica Italiana (SBI) e la Rete Italiana Banche del Germoplasma (RIBES) ha l’intento di prioritario di far riflettere i visitatori di Euroflora su due obiettivi strategici della “Convenzione internazionale per la Biodiversità” ovvero proteggere le specie endemiche e contrastare le specie aliene, ovvero provenienti da altri ecosistemi, invasive e dannose.

La conservazione della diversità vegetale, la didattica e la ricerca rappresentano le finalità degli Orti botanici fin dalla loro istituzione in senso moderno, nel XVI secolo. Euroflora rappresenta, pertanto, una delle migliori occasioni per svolgere quella chiamata oggi la ‘Terza Missione degli Orti botanici’, un complesso di attività con cui l’accademia si integra con la società e il territorio. Gli orti botanici sono affiancati dalle banche del germoplasma che hanno il compito di conservare i semi delle piante della flora spontanea italiana, con particolare riguardo alle specie minacciate, rare o utili per la riqualificazione ambientale.

A Euroflora, gli Orti Botanici d’Italia e le Banche del Germoplasma espongono alcuni esempi degli ampi temi su cui questi centri di ricerca sono impegnati ogni giorno. L’Orto Botanico di Genova, ARPAL e i Giardini Botanici Hanbury presentano alcuni casi di specie vegetali e animali invasive, quali quelle dei generi Senecio, Acacia, Cortaderia o quali il punteruolo rosso, la falena delle palme e la piralide del bosso che sono oggetto di attenzione nell’ambito del progetto transfrontaliero Marittimo “ALIEM” e stanno alterando il verde costruito, ma anche il paesaggio naturale mettendo a rischio habitat e biodiversità.