Mare, ‘Friend of the sea’: compagnie di navigazione più attente alle balene

Friend of the Sea, la certificazione globale che promuove pratiche sostenibili si mobilita chiedendo di attivarsi immediatamente con azioni in grado di prevenire gli impatti delle imbarcazioni con le balene

LaPresse/TT news

In occasione del Green Maritime Forum di Amburgo (23 e 24 aprile), Paolo Bray – direttore di Friend of the Sea, una certificazione globale che promuove pratiche sostenibili – ha richiamato all’attenzione le compagnie di navigazione, invitandole ad attivarsi immediatamente con azioni in grado di prevenire gli impatti delle imbarcazioni con le balene con interventi di attenzione alla sostenibilità.

“La marina mercantile gestisce attualmente oltre il 90% del commercio internazionale” – spiega Paolo Bray, fondatore e direttore di Friend of the Sea – “Alcune compagnie di navigazione hanno già avviato rigorose misure di sostenibilità. Molte altre non rispettano però ancora i requisiti minimi. Una certificazione di sostenibilità come quella di Friend of the Sea contribuisce a valorizzare gli operatori impegnati a proteggere l’ambiente da coloro che non lo sono ancora e che dovrebbero per questa ragione essere stimolati a modificare i loro comportamenti”.

A partire dal 2015, Friend of the Sea ha condotto alcune campagne internazionali per sollecitare l’industria navale a prendere in considerazione misure in grado di ridurre gli impatti delle imbarcazioni con le balene. In Sri Lanka Friend of the Sea ha proposto lo spostamento delle rotte a 15 miglia più a sud al fine di ridurre fino al 90% la mortalità delle balene dovuta all’impatto con le navi.

“Nonostante il Consiglio Mondiale per il trasporto marittimo e altre organizzazioni operanti in questo settore abbiano mostrato un sentimento di preoccupazione, i tempi di risposta si stanno dimostrando troppo lenti e il rischio è tale per cui, nel momento in cui le azioni vengono avviate, le popolazioni di balene saranno già in via dell’estinzione” – spiega Bray – “Solo in Sri Lanka si stimano ogni anno 1.000 impatti con le balene e molti di questi terminano con la morte degli animali. Questi incidenti si verificano in tutto il mondo ma dai dati emerge come l’industria sembri non comunicare gran parte di essi sul database ufficiale IWC (International Whaling Commission)”.

Friend of the Sea propone soluzioni semplici ed efficaci per ridurre la mortalità delle balene come ad esempio la presenza di alcune telecamere termiche a bordo delle navi in grado di segnalare la presenza degli animali, la messa in atto di procedure in grado di evitare gli impatti e la predisposizione di una piattaforma online per condividere i dati sulla presenza di questi mammiferi.

GreenSea e Seatrade, due importanti compagnie di navigazione europee, hanno già ricevuto la certificazione Friend of the Sea grazie all’avvio di pratiche di navigazione sostenibile, attenzioni di carattere sociale ed ambientale ed al loro impegno nel ridurre il rischio di impatti con le balene.

Il Green Maritime Forum si svolge ad Amburgo il 23 e 24 aprile e rappresenta un’importante occasione d’incontro per il settore, a seguito della storica risoluzione dell’IMO (International Maritime Organization) che ha stabilito il primo quadro climatico globale per il trasporto marittimo internazionale e che comprende la completa decarbonizzazione entro il 2100.