Ordigno bellico a Marotta: grande il doppio della bomba di Fano

L'ordigno fatto brillare stamane in mare al largo di Marotta era "una bomba d'aereo americana da mille libbre contenente circa 270 chilogrammi di esplosivo, praticamente il doppio di quella rinvenuta sul lungomare di Fano"

L’ordigno fatto brillare stamane in mare al largo di Marotta era “una bomba d’aereo americana da mille libbre contenente circa 270 chilogrammi di esplosivo, praticamente il doppio di quella rinvenuta sul lungomare di Fano”. Lo ha reso noto il comandante del Nucleo Sdai di Ancona, tenente di vascello Marco Cassetta, che ha condotto le operazioni di brillamento avvenute nella stessa zona dove a marzo era bonificato l’altro residuato bellico, dopo avere evacuato 23 mila abitanti dal centro di Fano.

Il Nucleo Sdai (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi) di Ancona e’ stato attivato dalla Prefettura di Pesaro Urbino dopo il ritrovamento dell’ordigno da parte del peschereccio ‘Jamaica’ a circa 5 miglia al largo delle coste. Il rinvenimento e’ avvenuto a una profondita’ di 18 metri e ci sono voluti due giorni di immersioni per effettuare la ricerca del residuato bellico a causa delle acque torbide.

“Tornare nelle acque dove, soltanto tre settimane fa, abbiamo posto fine all’emergenza che si era creata per Fano a seguito del rinvenimento di una bomba d’aereo inglese da 500 libbre – ha osservato Cassetta – ci rende orgogliosi del nostro lavoro che, benche’ difficile e a volte molto pericoloso, ci permette di aiutare la popolazione a riappropriarsi del mare e delle sue risorse”.

Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e bonificato un totale di 22 mila ordigni esplosivi di origine bellica, mentre dal primo gennaio 2018 sono gia’ 3.032 i manufatti esplosivi rinvenuti e neutralizzati nei mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 10.068 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm. Con una storia di 169 anni alle spalle, i palombari rappresentano l’eccellenza nazionale in ambito delle attivita’ subacquee, in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondita’ e in qualsiasi scenario operativo. Il Gruppo Scuole del Comando subacqueo e Incursori e’ l’unica entita’ formativa in grado di preparare gli operatori subacquei delle altre forze armate e corpi armati dello Stato.