OsteoDay 2018: da domani riuniti a Parma i maggiori esperti nel campo delle malattie osteoarticolari

L'OsteoDay è un appuntamento annuale che vedrà riuniti più di 100 specialisti tra ortopedici, fisiatri e reumatologi

Si apre domani a Parma la X edizione dell’OsteoDay, appuntamento annuale che vedrà riuniti più di 100 specialisti tra ortopedici, fisiatri e reumatologi, per fare il punto sulle strategie di prevenzione e cura dell’osteoporosi, malattia delle ossa che colpisce circa 4,5 milioni di italiani, dei quali 2 su 3 sono donne. La patologia, in costante aumento a causa del progressivo invecchiamento della popolazione [1], in Emilia Romagna interessa il 21,4% della popolazione sopra i 65 anni. [2] La due giorni parmense è realizzata con il patrocinio dell’Università di Parma e il contributo di Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo Chiesi.

L’osteoporosi è causata da un progressivo indebolimento del tessuto che compone le ossa, con conseguente aumento della fragilità dello scheletro e del rischio di fratture, anche a seguito di minimi traumi. A causa dell’osteoporosi, in Italia si stimano ogni anno 90mila fratture a carico del femore, che colpiscono gli over 50, mentre oltre il 20% degli ultra 65enni di entrambi i sessi è interessato da fratture vertebrali. [1] In Emilia-Romagna si registrano oltre 6mila fratture all’anno dovute a fragilità ossee. [3] Nella maggioranza dei casi, queste complicanze causano perdita di autonomia e aumento del rischio di mortalità e di ospedalizzazione, con importanti implicazioni sanitarie ed economiche.

“Le fratture sono la conseguenza più frequente dell’osteoporosi e costituiscono, tra gli anziani, una delle maggiori cause di mortalità, la cui incidenza è sovrapponibile a quella per ictus e carcinoma mammario”, spiega Bruno Frediani, professore associato di Reumatologia all’Università di Siena e responsabile scientifico dell’evento. “I trattamenti disponibili, in particolar modo i bifosfonati che costituiscono la classe di farmaci più utilizzata – continua l’esperto – sono finalizzati alla riduzione del rischio di frattura, rallentando il progressivo riassorbimento dell’osso. Rivestono inoltre un ruolo fondamentale, soprattutto nei soggetti a rischio come le donne in menopausa, la diagnosi precoce e la prevenzione che si attua con un corretto stile di vita: praticare un’adeguata attività fisica, smettere di fumare e, dove opportuno, suggerire l’utilizzo di integratori alimentari a base di calcio e vitamina D”.

Nel corso dell’evento sarà dedicato un focus anche all’artrosi, patologia spesso associata all’osteoporosi, che provoca un deterioramento della cartilagine che permette il movimento delle articolazioni, causando dolore e difficoltà di movimento. L’artrosi interessa il 30-35% della popolazione, in particolar modo dopo i 65 anni.

“Si tratta di patologie con un alto costo sociale, per il forte impatto sulla vita quotidiana e il rischio di disabilità”, commenta Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia, filiale italiana del Gruppo Chiesi. “Da dieci anni – continua – sosteniamo questo importante appuntamento che porta nella nostra città i maggiori esperti in ambito osteoarticolare che hanno la possibilità di confrontarsi in sessioni plenarie di aggiornamento, ma anche in laboratori pratici. Il successo di questo evento è stato decretato proprio dalla capacità di innovarsi e adattarsi per rispondere alle esigenze di pratica clinica che gli specialisti incontrano quotidianamente nel loro lavoro sul territorio e con il paziente”.

Riferimenti bibliografici

[1] Linee guida per il trattamento dell’osteoporosi SIOMMMS 2016

[2] Indagine Istat “La salute e il ricorso ai servizi sanitari”, anno 2013

[3] Documento di indirizzo per l’organizzazione dell’assistenza integrata al paziente anziano con frattura del femore, Assessorato Politiche per la Salute Regione Emilia-Romagna, 2013