Terremoto Molise: Acquaviva la ‘capitale’ dei croati d’Italia 

Al bar del corso di Acquaviva ragazzi e adulti commentano la scossa di 4.2 di oggi, ma per capire quello che hanno detto bisogna chiedere loro di parlare in Italiano, perché ad Acquaviva si parla croato

“Sarà durata 15 secondi”. “No, 10 secondi”. “No, al massimo 7-8“: sono questi i commenti al bar del corso di Acquaviva dopo la scossa di 4.2 di oggi, ma per capire quello che hanno detto bisogna chiedere loro di parlare in Italiano, perché ad Acquaviva si parla croato.

Acquaviva assieme a Montemitro e San Felice è uno dei tre paesi di lingua madre croata del Molise, unicum del centro Italia, dovuto all’immigrazione dei profughi croati nel ‘500 a causa dell’invasione dei Balcani da parte degli ottomani. E Acquaviva, 400 abitanti, è il cuore della conservazione del dialetto croato in Italia.

Questi ragazzi molisani parlano un dialetto che risale a quell’epoca e ti spiegano che “dopo il movimento sussultorio c’è stato un boato. E ora siamo nelle mani della natura, perché qui i terremoti non ci sono mai stati, la prendiamo come viene, non sappiamo neanche se preoccuparci più di tanto”. Alternando dialetto croato e italiano con marcato accento molisano, i ragazzi di Acquaviva ci spiegano che “a parte le case nuove, che sono antisismiche, qui nessuno ha mai fatto lavori particolari, specie nel centro storico“.