Cure palliative: in Campania “si sprecano fino a 2.700 euro al giorno per ogni paziente”

"In Campania non esiste nella rete oncologica quella che si occupi di cure palliative e medicina del dolore"

«In Campania, una delle regioni nelle quali le ecomafie hanno creato enormi danni alla salute dei cittadini, non esiste nella rete oncologica quella che si occupi di cure palliative e medicina del dolore». A denunciarlo è Sergio Canzanella, direttore generale dell’Associazione House Hospital onlus. La mancanza di una rete regionale, spiega Canzanella, crea di fatto una grave disparità con altre regioni del Nord Italia, nelle quali equipe multiprofessionali e multidisciplinari assicurano una risposta efficace.
Ciò che in Campania manca in fatto di cure palliative e medicina del dolore è la cosiddetta integrazione ospedale-territorio. «Questo – prosegue il Dg di House Hospital onlus – è un tema che la politica non può continuare ad ignorare». L’allarme va letto anche alla luce della incidenza di malattie neoplastiche che si registra in Campania. Per questo sarebbe giusto «formare equipe composte dai medici di medicina generale, infermieri, operatori socio sanitari e medici specialisti in cure palliative. E, in relazione ai bisogni del paziente, coadiuvate da altri medici specialisti, assistenti sociali, sociologi, psicologi, fisioterapisti, terapisti occupazionali, assistenti spirituali, musicoterapisti, arteterapisti e clown. In Campania non si riesce a coprire in maniera organica le esigenze di salute dei malati terminali in ambito oncologico e non. Nella migliore delle ipotesi si sperpera denaro pubblico, visto che un ricovero giornaliero in una rianimazione o terapia intensiva, o in un reparto di medicina o in un pronto soccorso, varia dagli 800 ai 3.000 euro. Un ricovero appropriato in hospice costa 252 euro al giorno e quello in ADI costa in media 80 euro al giorno».
«Le cure palliative sono gratuite e sono garantite dai LEA. Prevedono un’organizzazione a rete che permette alle diverse equipe di integrarsi per rispondere ai bisogni dei malati e delle loro famiglie e garantire la continuità assistenziale da un luogo di cura attraverso un’accoglienza tempestiva, valutazione del bisogno sanitario e sociale, definizione di un percorso assistenziale appropriato e risparmi per il sistema sanitario regionale. Infine, sono oltre 2 anni che ai sensi della Legge n. 147/13 la Regione ha approvato il DCA n. 57/16 – conclude Canzanella – senza che la Campania abbia provveduto entro 90 giorni a certificare l’esperienza triennale acquisita da medici in cure palliative».