Nautica: in quella del futuro il green sarà un fattore-chiave 

Per la nautica del futuro il "fattore ambientale" sarà  determinante

Credit: Christian Åslund

Per la nautica del futuro il “fattore ambientale” sarà  determinante. I produttori di barche, grandi o piccole che siano, per affermarsi sul mercato dovranno “necessariamente” fare i loro conti calcolando non solo i fattori costi, energia, qualità, ma anche quello che verrà definito come “indice di impatto ambientale”.

E’ quanto emerso oggi a Milano nell’ambito del Montenapoleone Yacht Club dalla tavola rotonda dedicata a “Design, industria e sostenibilità della nautica”, cui hanno preso parte, tra gli altri, i vicepresidenti di Ucina Confindustria nautica, Barbara Amerio, di Nautica Italiana, Michele Gavino e la preside della Scuola di Design del Politecnico di Milano, Luisa Collina. Tutti concordi nel ritenere che il fattore “green” sarà quello determinante per il mercato del futuro.

“La nautica italiana non ha mai smesso di stare unita dal punto di vista tecnico, indipendentemente dal fatto che in Italia ci siano due associazioni – ha detto Amerio -. Di certo se siamo più insieme si può crescere di più”. Ne è convinto anche Michele Gavino: “Nautica Italiana conta oggi 110 associati e tutti stanno lavorando sulla sostenibilità – ha detto l’ad di Baglietto -. L’Italia è all’avanguardia nel mondo, ma è fondamentale che si riesca a fare sistema per poter concorrere, tutti insieme, a imboccare con decisione questa direzione. Per il mercato del futuro quello ‘green’ sara’ uno dei fattori-chiave. E’ interesse comune sostenere la ricerca, il lavoro su nuovi materiali e nuova tecnologia“.

E’ quanto sta facendo la Scuola di Design del Politecnico di Milano. “Sarà la ricerca a fare la differenza – ha detto la professoressa Collina -. La nostra scuola di design è impegnata moltissimo sul fronte dell’utilizzo dei nuovi materiali, sulle possibilità offerte, per esempio, dalla fibra di vetro ‘glebanite’, dal riutilizzo della vetroresina di recupero, dagli stampi monomaterici”.

“Come succede per gli aerei – ha concluso il designer Luca Dini – nel design nautico avremmo bisogno che venissero imposti limiti nell’utilizzo dei materiali. Materiali imposti per legge, a tutela dell’ambiente. Ma prima o poi si arriverà a questo, perché la difesa dell’ambiente e’ davvero nell’interesse di tutti“.