Sardegna, la Regione: “A Cagliari il punto Maregot sull’erosione delle coste”

Stabilità della falesie, moto ondoso, posidonia, incidenza delle strutture portuali e tutela degli habitat: sono questi alcuni degli argomenti del confronto offerto dall'iniziativa 'Gestione e tutela delle coste'

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Stabilità della falesie, moto ondoso, posidonia, incidenza delle strutture portuali e tutela degli habitat: sono questi alcuni degli argomenti del confronto offerto dall’iniziativa ‘Gestione e tutela delle coste’ organizzato, oggi a Cagliari, dall’Assessorato della Difesa dell’ambiente della Regione Sardegna nell’ambito del progetto Maregot,  Management dei Rischi derivanti dall’Erosione costiera e azioni di Governance Transfrontaliera, finanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020.

Presenti numerosi esperti della Corsica, Liguria, Sardegna, dalla Paca, la Regione francese composta da Provenza-Alpi-Costa Azzurra, e Toscana, cioè i partner del progetto finalizzato a prevenire e gestire congiuntamente i rischi dell’erosione costiera nell’area marittima. Un momento di confronto di metodologie e buone pratiche nel quale emerge la buona la situazione per la Sardegna.

“Con i suoi oltre 2mila chilometri di coste la Sardegna vanta un patrimonio naturalistico di enorme valore che stiamo proteggendo anche dal rischio erosione, anche se è tra le regioni in miglior salute su questo fronte“, ha detto l’assessore della Difesa dell’ambiente della Regione sarda Donatella Spano che ha partecipato all’evento e ha siglato per la Regione Sardegna la Carta di Bologna, sulle azioni strategiche per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee, alla presenza di Roberto Montanari, delegato di Paola Gazzolo, assessore alla Difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia Romagna.

Gli esperti dicono che la criticità alta riguarda circa 84 chilometri di coste sabbiose, pari al 14,5 per cento del perimetro totale dell’isola.   Evidenziata poi la grande attenzione ai territori più vulnerabili.

In questi ultimi quattro anni sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico nei Comuni di Alghero, Arbus, Badesi, Budoni, Cagliari, Calasetta, Capoterra, Dorgali, Pula, Posada, Porto Torres, San Teodoro, San Vero Milis, Sinnai, Sarroch, Sorso e Valledoria.

“Dal 2014 a oggi – ha spiegato la Spano – la Giunta ha investito 18,4 milioni di euro finanziando interventi su ambiti costieri rocciosi o spiagge di sabbia ricadenti nei diversi comuni e abbiamo deciso di aderire alla Carta di Bologna per la protezione e lo sviluppo sostenibile delle coste mediterranee attraverso azioni congiunte che possano limitare i danni dovuti anche all’accelerazione dei fenomeni legati al cambiamento climatico”.  

La Regione Sardegna, che è impegnata su questi temi anche all’interno del Tavolo nazionale per l’erosione costiera coordinato dall’Ispra, ha oggi sottoscritto la Carta di Bologna, documento che rafforza il ruolo delle regioni mediterranee sulle politiche europee costiere e marittime, stimolando la collaborazione anche con Enti locali, Università ed altri portatori di interesse.

“Tra le varie iniziative promosse dalla Carta – ha concluso Donatella Spano, che ha ringraziato per l’organizzazione l’Assessorato (tutti i dirigenti e i funzionari e in particolare Mario Deriu, responsabile del progetto Maregot per la Sardegna) – è significativa la rilevazione quantitativa del fenomeno erosivo e del rischio di ingressione marina lungo le coste del Mediterraneo anche in funzione della Direttiva Alluvioni. Un’analisi necessaria per attuare una concreta politica di adattamento ai rischi naturali e antropici delle zone costiere, favorendo così la riqualificazione dei territori costieri per una crescita sostenibile”.