Urbino: in Ateneo lo storico della scienza Shea Sigillo

William Rene' Shea, professore galileiano emerito di Storia della scienza all'Universita' di Padova e membro effettivo della Reale Accademia delle Scienze di Svezia, ha ricevuto il Sigillo d'Ateneo dal Rettore dell'Universita' "Carlo Bo" di Urbino Vilberto Stocchi

William Rene’ Shea, professore galileiano emerito di Storia della scienza all’Universita’ di Padova e membro effettivo della Reale Accademia delle Scienze di Svezia, ha ricevuto il Sigillo d’Ateneo dal Rettore dell’Universita’ “Carlo Bo” di Urbino Vilberto Stocchi.

Nella motivazione viene ricordato come il prof. Shea, nato in Canada nel 1937, “ha segnato profondamente la storia della scienza”, dando “particolare rilievo al ruolo di Guidobaldo dal Monte e della scuola dell’umanesimo scientifico urbinate, … con la sua duplice tradizione matematica e sperimentale” di Federico Commandino e Barocci.

Lo storico ha ricambiato con una lectio magistralis su “Leonardo da Vinci: il genio che apre la rivoluzione scientifica”. Parlando con i giornalisti, Shea ha spiegato che la “rivoluzione scientifica ha cambiato tante cose nel nostro modo di vedere il mondo”, ma che non si sarebbero potuti raggiungere certi risultati senza l’apporto della scuola di Urbino: “mi colpisce – ha sottolineato – la ricchezza straordinaria di questa citta’, dal punto di vista storico e scientifico”.

Sul conflitto tra Galileo e la Chiesa, ha ricordato che il primo “non aveva una dimostrazione del moto della terra”, mentre la seconda ci ha messo “tanto tempo per riconoscere il sistema galileiano”. Il rapporto tra scienza e fede, “sara’ sempre problematico – ha detto ancora il prof. Shea -. Non possiamo fare quello che vogliono gli scienziati con la mente e il corpo umano. L’etica e’ importante: dobbiamo imparare e rispettare la vita spirituale con rigore scientifico”.

Poi ha quindi illustrato una serie di disegni di Leonardo da Vinci su progetti particolari: un sistema di ruota e palline per calcolare le distanze, gia’ utilizzato dai greci e dai romani; una barca a forma di pesce per ridurre l’attrito; una macchina per scavare pozzi per cercare l’acqua; una gru girevole; un torchio per fare l’olio; una scala mobile come quella sui mezzi dei pompieri; il famoso carro armato; gli studi per la macchina volante.

“Leonardo – ha concluso – prende le invenzioni del passato e dei suoi contemporanei per giocare con i meccanismi. Si interessa a tutto: scienza, arte, botanica, anatomia, matematica, con l’ideale dell’uomo universale, desideroso di sapere tutto”.